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Il “Liotru” torna a risplendere, Trantino: “Legame profondo con la città”

Il "Liotru" è tornato tra i catanesi. Grande attesa per svelata avvenuta stamattina, alla presenza del sindaco Trantino.

L’elefante simbolo di Catania, ‘u Liotru, che sovrasta la fontana del Vaccarini in piazza Duomo e tutta la monumentale opera marmorea sono stati restituiti alla città.

Il sindaco Enrico Trantino con il vicesindaco Paolo La Greca e tutta la giunta, i dirigenti, i tecnici e i rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte a partire dalla sovrintendente ai Beni Culturali Donatella Aprile hanno partecipato all’attesa “svelata”, dopo i lavori di restauro che hanno interessato la fontana.

“Ogni città si riflette nella sua memoria, e l’elefante è un punto certo – ha detto il primo cittadino — . Non avrei pensato quanto potesse mancare il nostro Liotru ai catanesi se non avessi colto le richieste pressanti: ‘ ma quand’è che ‘u scummigghiamu’. È la dimostrazione di come la città sia legata al nostro elefante che rappresenta tutto, da dove veniamo e soprattutto chi siamo, è la nostra resilienza rispetto agli eventi calamitosi e rispetto a tutto ciò che in passato è stato contro Catania. Mi piace ricordare – ha aggiunto Trantino – che Catania è l’unica città al mondo che annovera un arco di trionfo rispetto agli eventi naturali. La porta Ferdinandea, cosiddetta porta del Fortino, è stata proprio eretta cento anni dopo l’eruzione dell’Etna per la sconfitta di quegli eventi, l’eruzione e il terremoto, che non ci hanno sconfitto e non ci potranno sconfiggere. Come non ci potrà certamente sconfiggere il degrado, l’incuria, non ci potrà sconfiggere la brutta politica. Dobbiamo cercare di essere tutti proiettati verso la dimensione che oggi si riflette in questa straordinaria opera di restauro”.

I lavori promossi dall’Amministrazione comunale tramite la direzione Opere Pubbliche, 25 anni dopo l’ultimo ripristino, si sono resi necessari per rimuovere spessi strati di carbonato e la dispersione dell’acqua che creava la formazione di patine biologiche, elementi di contrasto rispetto all’equilibrio cromatico originario, che avevano determinato gravi danni all’apparato funzionale della fontana stessa. In particolare si è intervenuti sull’apparato marmoreo e sul sistema idraulico, anche ripristinando gli zampilli.

Il cantiere per i lavori è stato affidato a una ditta specializzata nei restauri conservativi che ha operato con il supporto tecnico degli altri enti preposti alla cura e alla salvaguardia dei beni architettonici storici di valenza culturale, dell’Università, degli ordini professionali.

La Soprintendenza ha rilasciato le autorizzazioni a intervenire per la tutela del pregiato monumento, considerato di particolare interesse storico-culturale, mentre l’Università di Catania, d’intesa con il Comune, ha garantito agli studenti di Ingegneria e Architettura di seguire da vicino gli interventi.

All’intervento sul monumento marmoreo ha partecipato anche l’Ance, presente alla svelata con il vicepresidente Salvo Messina, che si è fatta carico di retribuire l’artista di strada Ligama che per la fase di esecuzione dei lavori ha realizzato una ventina di pannelli artistici in modo da ricoprire l’esterno della fontana, in sintonia con l’Accademia di Belle Arti.

Al fianco del Sindaco il capo di Gabinetto, Giuseppe Ferraro, che ha seguito tutte le fasi del progetto, finanziato con la tassa di soggiorno e dunque senza incidere sugli equilibri di bilancio. Sono intervenuti anche i responsabili e i tecnici della ditta Scancarello della provincia di Enna che si è aggiudicata la gara ed eseguito i lavori di restauro, il direttore dei Lavori Pubblici Fabio Finocchiaro, con i tecnici Giovanni Calvagno e Maria Grazia Zuccarello, e tra gli altri, per l’Accademia di Belle Arti il prof Salvatore Lo Giudice, per il Comitato nazionale Verga Gaetano Strano. Tantissimi i catanesi che, insieme a diversi turisti e visitatori, hanno assistito al momento gioioso di “riapertura” della fontana dell’elefante, “Segno — ha sottolineato il sindaco — del profondo legame tra il monumento dell’Elefante e la città di Catania”.

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