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Covid, crescono i contagi in Cina: in Sicilia si valuta ipotesi tamponi negli aeroporti

La nuova ondata di contagi in Cina ha messo in "allarme" le Istituzioni: dall'UE all'Italia sono pronte le nuove direttive. Anche la Sicilia si prepara a nuove disposizioni.

In seguito al nuovo allarme Covid dalla Cina, dove la crescita dei contagi è salita in modo esponenziale, le istituzioni non hanno tardato a rilasciare le loro dichiarazioni su come prevenire eventuali contagi: in particolar modo, il Ministro della Salute Orazio Schillaci, durante l’informativa al Senato, ha dichiarato che è importante un monitoraggio costante e dal fronte sovranazionale, l’UE ha riunito il proprio Comitato per la Sicurezza Sanitaria per discutere le misure comuni da adottare.

Misure del Governo italiano

Il Ministero della Salute ha disposto, con ordinanza ministeriale, l’obbligo del tampone in aeroporto a chi arriva dalla Cina in Italia, fino al 31 gennaio 2023. I viaggiatori, inoltre, dovranno presentare la certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore precedenti, ad un test molecolare, o, nelle 48 ore antecedenti, ad un test antigenico.

Covid, Schillaci: “tampone obbligatorio per chi arriva dalla Cina”

In caso di positività diventa obbligatorio anche il test molecolare per il sequenziamento e l’ isolamento fiduciario con test finale. I minori di 6 anni non saranno soggetti a tali norme, a condizione che non presentino già i sintomi da Covid.

Ho firmato la proroga – ha dichiarato il Ministro della Salute Schillaci – dell’utilizzo delle mascherine nelle strutture sanitarie e nelle Rsa fino al 30 aprile prossimo” e l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione, sarà esteso anche agli ambulatori e agli studi dei medici. Inoltre, per oggi è prevista la riunione dell’Unità di crisi per definire la situazione attuale e le misure da prendere.

Azione comune dall’UE

Anche dall’Unione Europea sono arrivate risposte celere sulla situazione: infatti, nella giornata di ieri il Comitato per la Sicurezza Sanitaria si è riunito insieme ai rappresentati degli Stati membri, per stabilire l’azione comune da attuare.

Dobbiamo agire congiuntamente e continueremo le nostre discussioni – si legge sul profilo Twitter della Commissione UE che si occupa di salute –. Il coordinamento delle risposte nazionali alle gravi minacce transfrontaliere per la salute è fondamentale”.

Sicilia, come si agirà?

Anche in Sicilia si stanno prendendo le giuste precauzioni. Negli aeroporti di Palermo e Catania si sta ipotizzando l’idea di far tornare l’area specifica per i tamponi, somministrati dal personale ASP.

Monitoreremo la situazione internazionale – ha dichiarato Schifani, Presidente della Regione Sicilia – perché è evidente che nel momento in cui dovessero verificarsi dei segnali allarmanti che giungono dalla Cina o da altri Paesi, ci organizzeremo. Mi auguro non avvenga, ma in una eventuale emergenza abbiamo un patrimonio sanitario e amministrativo da mettere in campo”.

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