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Scuola, il rientro in classe è alle porte: “Rileggere alcune decisioni sulla gestione pandemica”

Il rientro in classe è ormai alle porte. Le regole relative alla gestione pandemica sono state già fissate. Tuttavia, in molti non sono d'accordo con alcune decisioni prese.

Il terzo rientro a scuola con l’arrivo del covid è ormai alle porte. In molti si domandano come verrà gestita la situazione pandemica e quali saranno le misure restrittive relative al covid. Il Comitato nazionale IdeaScuola ha denunciato, ai microfoni del Corriere della Sera, le paure con le quali convivono gli alunni più fragili e i loro genitori.

Secondo il Comitato nulla è stato fatto per proteggerli e garantire loro il diritto allo studio alla pari dei loro compagni. “Stanno costringendo le famiglie con bambini fragili a scegliere l’homeschooling”, dice Stefania Sambataro, vicepresidente del Comitato nazionale IdeaScuola. L’associazione ha lanciato un appello alla Società italiana di pediatria e alla Federazione italiana medici pediatri per chiedere “di rileggere attentamente alcune decisioni in materia di gestione pandemica”.

In più, è stato sottolineato dall’associazione, nelle indicazioni non si è discusso a proposito dei bimbi che non potranno proteggersi con la mascherina: “Come proteggiamo tutti i bimbi che non possono portare la mascherina? Penso ai bimbi sotto i 6 anni ma anche agli studenti con disturbi dello spettro autistico” – ha continuato Sambataro. Nell’appello ai pediatri, il Comitato ha ricordato che le mascherine Ffp2 non sono omologate per i bambini. Il dispositivo sarebbe infatti una riproduzione in piccolo di una mascherina costruita sulle capacità polmonari di un adulto.

Sempre attuale è la questione sull’aerazione delle aule: “È stato fatto molto poco – conferma Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma -. Serve una rilevazione della qualità dell’aria ma al momento nessuno l’ha fatta. Inoltre non abbiamo i fondi per installare apparecchi che costano anche tremila euro”.

La soluzione, a detta di Sambataro, potrebbe essere l’installazione di rilevatori di anidride carbonica: “Sono più economici degli strumenti di ventilazione meccanica – conclude Stefania Sambataro – e permettono di programmare l’apertura delle finestre, così da non lasciare in inverno gli studenti al freddo”.

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