Green pass: sono ore cruciali per la decisione sull'obbligo da riservare ai docenti italiani. Si va verso la decisione: ecco, nello specifico, cosa accadrà nelle prossime ore.
La riapertura in presenza delle scuole a settembre trascina con sé alcuni nodi ancora da sciogliere per il Governo centrale. Primo fra tutti, l’obbligo del Green pass per quanti operano all’interno delle scuole e, in particolare, per gli insegnanti. Ciò a fronte di una buona percentuale di vaccinazione fra il personale docente, ma che ancora presenta lacune in alcune Regioni.
Proprio la questione sull’introduzione del Green pass nelle scuole è quella fino ad ora più probabile. Si attende la Cabina di regia e il Consiglio dei ministri, in programma per domani, al fine di determinare le nuove misure per la scuola e i mezzi di trasporto.
L’obbligo della certificazione verde per il personale docente arriva quando l’incidenza degli immunizzati tra insegnanti e personale è già molto alta, arrivando a circa l’85%. Tuttavia, quattro regioni (Sicilia, Liguria, Sardegna e Calabria) registrano un consistente numero di scettici del vaccino.
Alla luce di quest’ultimo elemento, da non sottovalutare, si pensa anche all’introduzione di percorsi specifici in DaD per quegli istituti dove il numero di immunizzati non raggiunge ancora la soglia minima di sicurezza. Tuttavia questa resta un’ipotesi ancora remota.
Nel frattempo andrà ricordato che già dal prossimo venerdì il passaporto vaccinale sarà obbligatorio per l’accesso a spettacoli, cinema, centri termali, piscine, palestre e ristoranti e bar al chiuso.
Queste ore sono determinanti anche per l’approvazione del Piano Scuola. Il testo dovrebbe essere discusso dai presidenti di regione durante la giornata odierna, in una riunione straordinaria dello Stato-Regioni. Nelle intenzioni del ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, c’è quella di far ripartire le lezioni in presenza a settembre, seguendo le linee dettata dal Cts.
In concomitanza a questa scelta c’è quella di estendere il numero delle corse nei trasporti pubblici per evitare affollamenti, oltre che l’uso di altri spazi comunitari, come quelli messi a disposizione delle parrocchie locali, per distanziare gli alunni durante le lezioni.
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