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Etna, collegamento con i terremoti? L’INGV spiega cos’è successo

Dopo la straordinaria eruzione di ieri sera ci si chiede se vi sia una correlazione con potenziali terremoti. Il vulcanologo Boris Behncke ha provato a fare chiarezza. Intanto riapre l'aeroporto Fontanarossa.

Dopo la spettacolare eruzione di ieri sera Catania e territori limitrofi si svegliano sommersi dalla cenere vulcanica. A partire dalle 16:10 di ieri infatti l’Etna ha generato, per circa un’ora, una fase “parossistica” dal cratere Sud-Est. Le fontane di lava hanno raggiunto svariati metri di altezza (si stima 500) e la colata si è protratta fino a quota 1.700 metri, senza però raggiungere i centri abitati.

La colonna eruttiva ha generato effetti visibili da Catania, Taormina e dalla costa siracusana, spiega l’Ingv-Oe di Catania, “determinata dal parossismo e carica di cenere e lapilli che si è alzata di alcuni chilometri sopra la cima del vulcano e, spinta dal vento verso sud, ha causato ricadute del materiale piroclastico sui centri abitati fino a Catania e nel siracusano, a decine di chilometri di distanza dall’Etna”.


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Etna, cosa è successo? I chiarimenti di Boris Behncke

In seguito all’allarmismo generatosi con l’attività vulcanica, il vulcanologo dell’INGV Boris Behncke ha fatto chiarezza su quanto accaduto smentendo un ipotetico collegamento con attività sismiche e ricordando che nonostante la spettacolarità dell’evento non si tratta di quello principale degli ultimi anni: “No – ha commentato –, questo tipo di attività (parossismo, fontana di lava) non ha alcun rapporto con i terremoti. Siamo sì in zona sismica, con alto rischio sismico, a prescindere, ma questa attività di stasera non c’entra con i terremoti”.

“No – ha continuato –, non sono caduti frammenti di roccia incandescente su zone abitate. Fisicamente impossibile. No, questo episodio parossistico non è stato eccezionale, ce ne sono stati centinaia negli ultimi decenni, fra cui i 66 parossismi dell’anno 2000 e una cinquantina negli anni 2011-2013. Non è nemmeno stato il più intenso, oggi le fontane di lava hanno magari raggiunto 500 m di altezza sopra il Cratere di Sud-Est; il 3 dicembre 2015 i getti incandescenti della Voragine hanno raggiunto fino a 3000 (tremila) metri di altezza. No, nessun collega mio ha annunciato che ci saranno terremoti od altri disastri. Non certamente a causa di quanto accaduto stasera.

Sì, siamo in zona sismica, ed il rischio sismico è quello di sempre. Sì, l’Etna farà, un giorno, una nuova eruzione laterale. Se avviene a quote alte in un settore remoto, non ci saranno problemi. Se avviene a quote basse in un settore densamente popolato, sarà un grosso problema. Ma non sarà niente di straordinario, perché l’Etna queste cose le ha sempre fatte e le farà sempre”.

Nel frattempo oggi cominceranno le pulizie delle strade e la conta dei danni a veicoli, immobili, coltivazioni e altro. La pioggia di cenere e lapilli ha causato la temporanea interruzione di operatività dell’aeroporto di Catania La pioggia di cenere e lapilli lavici ha interessato anche l’aeroporto internazionale di Catania, che ieri ha interrotto l’operatività (cinque voli sono stati cancellati o dirottati), ma che oggi ha ripreso le attività a partire dalle 9.


Etna torna a dar spettacolo: ancora lava dal cratere di Sud-Est [FOTO]

 

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