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Rientro in Italia dall’estero: cosa prevede il Dpcm settembre

Dopo l'ordinanza di agosto del Ministro della Salute, anche nel nuovo Dpcm di settembre sono inserite le regole da seguire per chi rientra in Italia dall'estero.

La fine dell’estate è ormai alle porte e se ne è tenuto conto per la stesura del nuovo decreto del Consiglio dei Ministri, in vigore a partire dal 7 settembre. Infatti, con il rientro alle attività ordinarie, siano scolastiche e lavorative è ancor più importante fare attenzione all’andamento della curva dei contagi. Proprio a tal proposito, l’Italia sta al momento vivendo un incremento dei contagi anche se ancora in maniera contenuta rispetto ad altri paesi europei ed extra-europei.

Di conseguenza, si è dimostrato necessario mettere in pratica le misure già stabilite dall’ordinanza del 12 agosto sui rientri sul suolo italiano. Le norme già precedentemente dettate sono infatti state ufficialmente inserite nel nuovo decreto di settembre: ecco cosa è previsto per chi rientra in Italia.

Rientro in Italia dall’estero: Spagna, Malta, Grecia e Croazia

Tra le principali misure messe in campo dal Governo per contenere i cosiddetti “contagi di ritorno” è stata confermata quella riguardante i quattro paesi UE che al momento sono a maggior rischio. Infatti, la procedura ufficializzata dal decreto di settembre era già presente nell’ordinanza del 12 agosto.

Secondo quanto stabilito, chi nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia sia stato in Spagna, Malta, Grecia o Croazia dovrà obbligatoriamente sottoporsi al tampone per verificare l’eventuale contagio da Covid. Le opzioni sono tre: si può rientrare in Italia con un test negativo effettuato al massimo 72 ore prima dell’ingresso nel territorio nazionale oppure si può effettuare un tampone nelle 48 successive al rientro in Italia. L’ultima opzione è quella di sottoporsi al tampone direttamente sul territorio tramite le Asl di riferimento e di permanere in isolamento fiduciario fino all’effettuazione del test.

Bulgaria e Romania

Le regole precedentemente citate sono state stabilite per i quattro paesi UE indicati, dato il maggior rischio di contagi per persone provenienti da quelle zone. Tuttavia, un’altra condizione particolare è quella indicata per Romania e Bulgaria. Chi rientra o transita in questi paesi deve infatti effettuare obbligatoriamente il periodo di quarantena o isolamento fiduciario. Anche in questo caso la misura mira al contenimento dei contagi nel territorio nazionale e ad assicurare una maggiore sicurezza sull’area italiana.

Divieto di ingresso da 16 paesi

Inoltre, nel Dpcm di settembre viene rinnovato il divieto di ingresso in Italia per le persone provenienti da determinati paesi. Gli stati interessati sono 16 e sono i seguenti: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

Esistono alcune categorie di persone che per motivi lavorativi o di altro genere sono autorizzati al rientro in Italia, e l’elenco dei vari casi è consultabile sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.


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