Categorie: Scienze Umanistiche

UNICT – Con le lauree in presenza torna il degrado davanti ai Benedettini [FOTO]

I tempi cambiano, ma certe sgradevoli abitudini no. La situazione che si è presentata di fronte agli occhi di professori e studenti è vergognosa: fuori dai Benedettini, infatti, vi è una vera e propria pila di rifiuti lasciata dai neolaureati.

I tempi sono cambiati. Dopo un lunghissimo periodo in cui laureandi e matricole hanno dovuto sostenere i propri esami, finali o di profitto che siano, da casa, finalmente è stato dato il via libera ad un graduale ritorno alle proprie facoltà. Naturalmente, nulla è come prima: vi sono delle norme severissime da rispettare, per evitare occasioni di contagio.

Più che per gli esaminandi, per i neolaureati questo è un momento gioioso. Chi studia al Dipartimento di Scienze Umanistiche, soprattutto, sogna per anni di incorniciare la foto del proprio giorno di laurea con lo sfondo del Monastero dei Benedettini: una possibilità che i laureandi di aprile e di giugno non hanno avuto. Una posizione a dir poco privilegiata, dunque, tenendo in conto l’emergenza sanitaria in corso.

Ma nonostante questa splendida opportunità, alcuni dei neolaureati di luglio, i primi a laurearsi in presenza al Dipartimento di Scienze Umanistiche, non hanno dimostrato di apprezzarla appieno. Infatti, come se nulla fosse, in coincidenza coi giorni di laurea sono tornate le pile di bottiglie, buste e coriandoli, non all’interno dei Benedettini (ma solo perché non vi si può festeggiare), bensì al di fuori.

I cestini di fronte la Chiesa di San Nicolò l’Arena sono stati riempiti fino all’inutilità: una volta esaurito lo spazio, i responsabili dell’accaduto hanno pensato, semplicemente, di lasciare a terra tutto il resto dei propri rifiuti. Questo ha scatenato l’indignazione degli studenti del Dipartimento, che nelle foto che circolano in queste ore affermano: “siete delle capre, non avete rispetto e nessuna laurea cambierà la vostra miserabile situazione”.

Presente tra i commenti anche quello di una docente, che ha semplicemente posto l’ironico quesito “perché offendere le capre?”. In effetti, la situazione viene resa più grave, come spiega un utente, dal fatto che “esattamente dall’altra parte della piazza ci sono i cassonetti; lo stesso conclude affermando che “è fatto apposta come segno di sfregio, non c’è altra spiegazione”.

Tanta tanta amarezza, dunque, da parte di studenti e professori. Questi ultimi, tra l’altro, sono soliti ricordare in seduta di laurea di non inquinare dentro e fuori il Monastero dei Benedettini. Com’è possibile notare, anche stavolta il loro richiamo è andato sprecato, rovinando l’immagine del gioiello del tardo-barocco siciliano, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2002.

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