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Regione Siciliana, Musumeci: “I parchi devono essere una risorsa, non un problema”

Il Presidente della Regione Nello Musumeci ha incontrato i presidenti dei parchi regionali per avviare il rilancio degli stessi, dopo anni di gestione commissariale, e programmare interventi.

Il governatore Nello Musumeci ha incontrato a Palazzo Orleans i neo presidenti dei quattro Parchi naturali regionali. Insieme all’assessore all’Ambiente Toro Cordaro, erano presenti: Giuseppe Arena (Alcantara), Carlo Caputo (Etna), Angelo Merlino (Madonie) e Domenico Barbuzza (Nebrodi). Nel corso della riunione, durata poco più di un’ora, sono stati affrontati i temi principali per il rilancio degli enti, dopo oltre due anni di commissariamento.

I Parchi – ha esordito il presidente della Regione – devono essere una risorsa e non un problema: uno strumento di crescita del territorio, compatibilmente con la presenza dell’uomo. Il vostro compito, così come quello di tutti coloro che amministrano, è quello di servire queste strutture e non servirvene. Le aree naturali non siano solo oggetto di tutela, ma fonte di sfruttamento economico, a cominciare dai vari segmenti turistici che ruotano intorno a queste zone“.

Il governatore ha raccomandato ai quattro presidenti di assicurare la massima trasparenza e rotazione nell’attribuzione di eventuali incarichi e consulenze, ricorrendo alla creazione di appositi albi. Musumeci ha assicurato, inoltre, il trasferimento di una prima tranche di risorse finanziare per piccoli interventi. Altri temi affrontati sono stati quello del “nodo pastorizia” sui Nebrodi, per il quale il presidente ha auspicato l’avvio immediato di un Tavolo di lavoro con la prefettura di Messina e l’assessorato all’Agricoltura per capire come organizzarsi, e a tal proposito ha aggiunto”Bisogna isolare solo i collusi – ha detto – senza delegittimare un’intera categoria“.

Quanto al controllo delle qualità delle acque del Fiume Alcantara queste le sue parole “Dobbiamo avviare una verifica, coinvolgendo l’Arpa Sicilia e utilizzando se necessario anche i droni, per capire chi e come scarica reflui inquinanti nel letto del fiume“. Tra le altre priorità individuate la creazione di un Corpo volontario delle guardie dei Parchi per il monitoraggio delle suddette aree.

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