UNICT – L’80 % dei laureati in Ingegneria trova lavoro: i dati del rapporto Almalaurea 2020

La XXII rassegna Almalaurea permette di segnare un quadro d'insieme della situazione universitaria italiana, analizzando il profilo dei laureati, la situazione occupazionale e le prospettive lavoratove. Ecco cosa rivelano i dati riguardanti i laureati al Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e Informatica dell'Università di Catania.

L’11 giugno, presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, ha avuto luogo la presentazione della XII Indagine Almalaurea sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei laureati. Alla presentazione del rapporto, che ha coinvolto 76 Atenei italiani e più di 290mila laureati nel 2019, ha preso parte il Ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi. L’obiettivo è, come ogni anno, fotografare le caratteristiche principali di quanti coloro fuoriescono dal sistema universitario italiano per confluire nel mondo del lavoro, non senza valutare efficacia e punti deboli dell’università stessa.

In 5.732 i laureati dell’Ateneo di Catania coinvolti, il 92% del totale.

Almalaurea: Profilo dei laureati del DIEEI

Il rapporto sul Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e Informatica dell’Università degli Studi di Catania lascia emergere un indice di ritardo alla laurea (rapporto fra il ritardo e la durata normale del corso) è dello 0,64, con un ritardo medio di 1,8 anni. L’età media per la laurea di primo livello è infatti di 24,4 anni, ma il 31,6% riesce a laurearsi prima dei 23 anni, con un risultato medio finale di 102,3. Il 39,3% ha concluso gli studi regolarmente, mentre il 24,8% si è laureato un anno fuori corso. Da considerare, però, che l’85,1% del campione di studenti analizzati si è immatricolato in un arco di tempo compreso tra l’età regolare e il ritardo di un anno. Solo il 21,4% dei laureati è di genere femminile. Per la laurea magistrale, l’età media si alza a 27,3 anni, con una durata media degli studi di 3 anni e un indice di ritardo dello 0,33.

La stragrande maggioranza dei laureati – l’80,7% – intende proseguire negli studi, e tra questi il 76,5% intende conseguire la laurea magistrale biennale. Al contrario, il 19,1% non ha intenzione di proseguire ulteriormente.

Il 63,7% degli studenti del DIEEI mostra di aver conseguito il diploma di scuola secondaria nella stessa provincia degli studi universitari, il 33,2% in una provincia limitrofa. Inoltre, il 76,3% dei laureati ha conseguito la maturità liceale, scientifica nel 67,7% dei casi.

L’indagine, riferita al complesso dei laureati, ha inoltre mostrato che quasi la totalità (97,1%) non ha compiuto studi all’estero.

Per l’esperienza universitaria, determinante risulta essere l’uso dei servizi offerti dall’Ateneo: il 62,6% ha usufruito dei servizi bibliotecari, e ben il 90,5% ha beneficiato degli spazi dedicati allo studio individuale.

Nel complesso, il 36,7% è assolutamente soddisfatto del corso di laurea, mentre il 52,1% dei laureati si dichiara mediamente soddisfatto. Infatti, il 70,9% si iscriverebbe allo stesso corso di laurea e allo stesso Ateneo, ritenendo il carico di studi adeguato nel 34,5% dei casi e il 44,5% è soddisfatto per più della metà degli appelli d’esame svolti.

Prospettive lavorative

Una maggioranza del 64,1% è interessata ad avviare una carriera nel settore privato, preferibilmente con un contratto a tempo pieno (ben l’87,8% propende per questa modalità lavorativa). Il 68% del campione preferirebbe trovare lavoro nella provincia di residenza, o per lo meno nella provincia dove si sono svolti gli studi (71,1%), ma in ogni caso gli spostamenti non sembrerebbero comportare grandi problemi: 52,6% è disposto ad effettuare trasferte di lavoro con cambio di residenza, il 27,4% è disponibile a trasferte frequenti senza cambio di residenza. Solo l’1%, infatti, non dimostra disponibilità a compiere trasferte per ragioni di lavoro.

Inoltre, quasi la metà (47,2%) dei laureati ha risposto di aver già avuto esperienze di lavoro durante gli studi, anche se solo nell’11,9% queste esperienze si sono rivelate coerenti con l’indirizzo di studi.

Condizione occupazionale dei laureati

Dai dati che riguardano la condizione occupazionale, emerge che l’83,6% dei laureati alla magistrale biennale già lavora, ma il 73,6% dei laureati alla triennale non lavora e non cerca un impiego, dato comprensibile se si considera che ben il 72,1% di questi ultimi è impegnato in un ulteriore corso universitario o alle prese con un praticantato.

Analizzando i dati per genere, il 100% delle donne in possesso di laurea magistrale ha un’occupazione lavorativa, mentre gli uomini hanno un tasso dell’82,8%. Più bassi gli indici riguardanti la laurea di primo livello: ad avere un impiego è il 20,1% degli uomini contro il 12,3% delle donne. I dati Istat rivelano un tasso di occupazione pari al 90,2% per i laureati alla magistrale biennale.

 

Ingresso nel mercato del lavoro e caratteristiche dell’impiego ottenuto

Il 66% inizia a lavorare dopo la laurea, impiegando in media 1,1 mesi prima di iniziare la ricerca dell’impiego e 2,6 mesi prima di reperire il primo lavoro.

Dopo il conseguimento della laurea, il 54% si dedica a professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione – con un picco del 68,6% nel caso dei laureati alla magistrale biennale – e il 53% ha già firmato un contratto a tempo indeterminato (32,7% dei laureati di primo livello; 72,5% con laurea magistrale).

Per quanto concerne i settori di attività, il 95% dei laureati confluisce nel settore privato; il 39% sarà coinvolto in attività economiche legate all’industria (di cui 25% destinati al settore informatico) ma il settore che riporta la percentuale più alta è quello dei servizi, con il 59%. Le aree geografiche più gettonate del territorio nazionale sono le Isole, dove si registra un trend del 52%, subito seguite dall’area Nord-Ovest della penisola con il 28%. Il 3% lavora all’estero.

Il 20% laureati che scelgono di proseguire il lavoro iniziato prima del termine degli studi ha notato un miglioramento nella posizione lavorativa dopo la laurea; nessuno, invece, dal punto di vista economico. Inoltre, se il 51% ritiene adeguata la formazione professionale acquisita grazie all’Università, il 37% dissente, ritenendola poco adeguata ai fini professionali. Per ben il 48% dei laureati occupati la laurea si è rivelata efficace (anche perché nel 34% dei casi la laurea non è prevista dalla legge per l’assunzione ma è spesso necessaria); si registra un indice di soddisfazione pari a 7,6 per la professione svolta.

La retribuzione media netta è di 1.258 euro al mese, anche se non è trascurabile la differenza di genere, dato che la retribuzione media maschile è di 1.280 euro mentre quella femminile di 1.094.

 

Annachiara Marchese

Annachiara Marchese, nata a Catania, classe ’99, frequenta attualmente il corso di laurea triennale in Lettere Moderne. Cresciuta tra gli scaffali di una biblioteca e appassionata di detective stories, sin da bambina è stata accompagnata dall’amore per la lettura e la scrittura e da allora ambisce a farne una professione. La collaborazione con LiveUnict rappresenta dunque un importante primo passo verso il sogno dell’editoria e del giornalismo.

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