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Catania, Corte dei Conti: “Bianco e la giunta contribuirono al dissesto finanziario”

L'ex sindaco Enzo Bianco e la sua giunta, stando all'accusa della Corte dei Conti, avrebbero contribuito al verificarsi del dissesto finanziario di Catania. Chiesti dieci anni di interdizione e una penale da 1,2 milioni di euro.

Chiesti oltre un milione di euro di penale all’ex primo cittadino di Catania, Enzo Bianco, nonché l’interdizione legale per dieci anni. La richiesta viene dalla Procura regionale della Corte dei conti, che si è rivolta alla sezione giurisdizionale Siciliana domandando la misura interdittiva legale e una sanzione di 1,2 milioni di euro.

La motivazione è da ricercarsi nel corso del suo terzo e ultimo mandato di sindaco di Catania. La sua giunta, in carica tra il 2013 e il 2018, e l’allora collegio dei revisori di conti, avrebbero infatti “contribuito al verificarsi del dissesto finanziario” dell’Ente.

L’udienza è stata fissata per il prossimo 23 luglio a Palermo. Dall’attività istruttoria, sottolinea in una nota la Procura regionale della Corte dei Conti, è “emerso, non solo l’omissione delle iniziative necessarie a fronteggiare le gravi irregolarità contabili e la rilevante crisi finanziaria in cui versava il Comune di Catania, ma anche una perdurante ‘mala gestio’ nonché la palese e cosciente violazione dei principi di veridicità, attendibilità e universalità del bilancio, tutte cause che hanno determinato un ulteriore e progressivo aggravamento della situazione finanziaria dell’Ente”.

Sono stati ‘convenuti’ dalla Procura, oltre al sindaco Bianco, anche gli assessori Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Fiorentino Trojano, Giuseppe Girlando, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Salvo Di Salvo, Marco Consoli Magnano San Lio, Angelo Villari, Valentina Scialfa Chinnici, Agatino Lombardo, e Salvatore Andò. Chiamati a rispondere anche il Collegio dei revisori in carica nel quinquennio antecedente la dichiarazione di dissesto (Natale Strano, Calogero Cittadino, Fabio Sciuto, Francesco Battaglia, Massimiliano Carmelo Lo Certo).

“L’articolata e complessa attività istruttoria – sottolinea la Procura regionale della Corte dei conti – si è connotata per una efficace interazione con la Procura di Catania che ha approfondito gli aspetti di rilevanza penale connessi al dissesto del Comune di Catania, ed è stata definita grazie anche al contributo di alta professionalità degli ufficiali e dei militari del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Catania”.

Per il momento tutto tace dai profili social dell’ex primo cittadino e da quello del suo successore, Salvo Pogliese, ma è probabile che vi saranno degli sviluppi in merito già nelle prossime ore.

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