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“Nello spazio sapevamo del Covid da novembre”: lapsus di Parmitano, poi si corregge

L'astronauta italiano si scusa per le dichiarazioni fatte: "Ho fatto confusione tra le diverse conversazioni e nel ricordare gli eventi ho collegato le prime notizie di contagio a un contesto temporale precedente".

Luca Parmitano, l’astronauta di origine catanese, è tornato ufficialmente sulla Terra il 6 febbraio 2020, dopo una lunga missione sulla Stazione Spaziale Internazionale in cui ha ricoperto anche il ruolo di comandante, primo italiano e terzo europeo con questo incarico. Dopo il suo rientro, ha raccontato in diverse interviste l’esperienza spaziale e le sensazioni provate.

In due diverse occasioni (il 25 aprile 2020 alla trasmissione Petrolio, su Rai 1, e il 9 maggio al Tg2 Storie), l’astronauta ha detto che sulla stazione orbitante monitoravano quanto accadeva sulla Terra, compresa la pandemia in corso. Secondo le sue dichiarazioni, Parmitano e la sua equipe sapevano dell’esistenza  del Coronavirus già da novembre.

Lo stesso Parmitano ha poi smentito le dichiarazioni fatte, considerate un semplice errore umano.

“È stato portato alla mia attenzione un errore da me commesso durante un’intervista rilasciata a una trasmissione televisiva scrive l’astronauta in un post Facebook -. Nell’episodio in questione, parlando delle precauzioni prese durante il rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale, ho erroneamente affermato che, come equipaggio, fossimo al corrente dell’inizio del contagio pandemico già a novembre. Errare è umano, e mi spiace molto vedere che in questo caso il mio lapsus sia stato strumentalizzato”.

L’errore di Parmitano sarebbe dovuto ad alcuni fattori che lui stesso riporta in un elenco:

“1) a bordo della ISS non utilizziamo il calendario, ma il Coordinated Universal Time (UTC). L’anno inizia con il giorno 1 e finisce con il giorno 365, e gli eventi vengono eseguiti in base a questa pianificazione. Di conseguenza è possibile confondere un mese con un altro poiché non vi facciamo mai riferimento, ma utilizziamo il giorno UTC;
2) ricordo che, intorno alla fine della missione, parlavamo con l’equipaggio di varie crisi in corso sulla Terra. Nel ripensare agli eventi intorno a quel periodo, ho fatto confusione tra le diverse conversazioni, e nel ricordare gli eventi ho collegato le prime notizie di contagio a un contesto temporale precedente. A bordo, abbiamo appreso del contagio insieme al resto del mondo, quando le agenzie giornalistiche e le grandi testate televisive hanno iniziato a parlarne;3) tutto questo è facilmente verificabile: le comunicazioni Terra – bordo – Terra sono soggette al Freedom Of Information Act, una legge che impone totale trasparenza e che tutte le comunicazioni siano registrate. Non è possibile ricevere informazioni riservate”.

Precisa Parmitano che l’idea che l’equipaggio fosse già al corrente dell’epidemia è smentita anche dai fatti. Le operazioni di rientro della Spedizione 61 si sono svolte in modo normale, mentre per quelle della Spedizione 62 è stato necessario l’isolamento in quarantena.

Conclude scusandosi per l’errore commesso:Mi scuso, con umiltà, per l’errore e per le conseguenze (del tutto inaspettate): me ne assumo ogni responsabilità.”

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