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Sicilia, mancano i reagenti: niente tamponi per chi rientra

Mancano i reagenti i Sicilia: chi deve rientrare dalle altre regioni dopo i 14 giorni di quarantena può farlo con autocertificazione.

La mancanza di reagenti per i tamponi in Sicilia spinge la Regione a trovare nuove soluzioni per i rientri: via all’autocertificazione di “buona salute” per coloro che entrano in Sicilia dalle altre regioni dopo ormai 20 giorni di quarantena obbligatoria.

Lo conferma il comitato tecnico-scientifico regionale sull’emergenza coronavirus: in caso di necessità di rientrare al lavoro e qualora siano trascorsi i 14 giorni (per molti già scaduti il 28 marzo) senza sintomi, basta compilare un modulo sotto la responsabilità dell’interessato.

L’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci prevede di eseguire il tampone a tutte le persone rientrate in Sicilia dal 14 marzo e si è iniziato a contattare gli iscritti all’apposito portale, ma sono seguiti numerosi rinvii dovuti alla carenza di reagenti e personale. Molte Asp hanno adottato il metodo “drive in” che consente di effettuare il tampone senza uscire dalla propria auto.

Si è inoltre discusso sulla possibilità di deroga dell’effettuazione del tampone alla fine del periodo di quarantena, per la “carenza di kit di laboratorio per l’analisi del tampone su tutto il territorio regionale”, situazione che porterebbe un allungamento della quarantena obbligatoria dati i lunghi tempi necessari ad analizzare i campioni. Il numero di soggetti in quarantena è circa 15mila, non diecimila come era stato inizialmente stimato.

L’OMS garantisce priorità all’analisi dei tamponi di alcune categorie di soggetti come gli operatori sanitari e chi lavora negli uffici pubblici. Alla fine il comitato suggerisce l’autocertificazione per coloro che ne necessitano, a condizione che durante tutta la quarantena non si siano presentati sintomi influenzali.

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