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Coronavirus, nuovo dpcm: aumentano sanzioni

Il premier Conte descrive le novità previste dal nuovo dpcm: aumentano le sanzioni, favorita la collaborazione con le Regioni.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto una conferenza stampa per descrivere alcuni punti fondamentali del nuovo dpcm: maggiore libertà alle regioni di adottare misure ulteriori nell’ambito delle proprie competenze e aumento delle sanzioni.

Con lo strumento dei dpcm abbiamo uno strumento flessibile che ci consente di dosare le misure di contenimento del contagio. Abbiamo regolamentato i rapporti tra l’attività del Governo e del Parlamento: ogni iniziativa deve essere conferita ai presidenti delle Camere, così che anche il Parlamento possa seguire le misure governative“. “Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni“.

Sono stati regolamentati in modo lineare i rapporti tra gli interventi del Governo e le Regioni: “lasciamo che i presidenti delle regioni possano adottare nell’ambito esclusivo delle proprie competenze anche misure più severe, ma rimane la funzione di coordinamento e omogeneità degli interventi del Governo“. I presidenti di regione possono adottare autonomamente o in via di urgenza per igiene sanitaria misure più restrittive che sono valide ed efficaci per 7 giorni, entro i quali devono essere confermate con Dpcm. Lo stesso vale per le ordinanze dei sindaci rispetto al presidente della regione o al presidente del consiglio dei ministri che deve confermarle entro 7 giorni con decreto.

A livello sanzionatorio, le multe per chi trasgredisce le direttive anti-contagio del Governo andranno da 400 a 3.000 euro. Stop fino a 30 giorni per le attività commerciali e possibilità per i presidenti di regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus, purché convalidate entro sette giorni con decreto del presidente del consiglio dei ministri (unica autorità in grado di disporre in via urgente e temporanea misure che comprimono le libertà costituzionali).

Conte si definisce inoltre orgoglioso della reazione dei cittadini ai provvedimenti. La maggioranza dei cittadini si sta conformando al dpcm: “Ciascuno deve fare la sua parte“, solo così riusciremo a sconfiggere il virus e risollevarci dopo, continua il premier.

Si è creato un dibattito sulla proroga fino al 31 luglio 2020 che era apparsa in una bozza obsoleta diffusa in rete. Conte precisa che il 31 luglio è la “data astratta” dell’emergenza, fissata già dall’inizio come lo spazio di tempo che potrebbe ipoteticamente occorrere per eliminare lo stato d’emergenza. Ciò non vuol dire che i provvedimenti attualmente in atto vengano estesi, anzi si spera le misure possano essere allentate al più presto.

Alla scadenza dei divieti di circolazione e chiusura di scuole, bar, ristoranti, parchi e di tutte le altre attività che hanno subito uno stop sarà possibile adottare nuove restrizioni su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, se occorre, sulla totalità di esso, purché abbiano una durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus.

La decisione sarà adottata con Dpcm su proposta del ministero della Salute, sentiti i ministri competenti e i presidenti di regione interessati. I quali potranno anche loro proporre al presidente del consiglio le misure da adottare con dpcm sui rispettivi territori.

Rimediare allo scontro tra Regioni e Governo e convincere i cittadini, tramite l’aumento delle sanzioni, a rimanere il più possibile a casa sono gli obbiettivi fondamentali da raggiungere.

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