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Coronavirus, Conte: “Non abbiamo ancora raggiunto il picco”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe conte, ha fatto chiarezza su alcune delle più comuni preoccupazioni che tormentano questi funesti giorni di quarantena. Il picco, previsto dagli scienziati, non è ancora arrivato: sono settimane cruciali, serve una collettiva collaborazione.

Una delle preoccupazioni che più inquieta queste terribili giornate, guardando alle stime che riportano più di 1800 decessi, è che la Nazione non riesca a fermare l’epidemia in tempi opportuni e che, quindi, la maggior parte della popolazione sarà contagiata.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rilasciando un’intervista al Corriere, ha ancora una volta ribadito che l’unico mezzo concreto e alla portata di tutti per arginare il diffondersi dell’epidemia è quello di rimanere in casa, evitando futili spostamenti e azzerando, dunque, i contatti potenzialmente rischiosi. Massima precauzione è richiesta specialmente in questo periodo, non ancora caratterizzato dal picco dei contagi previsto dalle autorità competenti: “Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia.”

Misure preventive mirate, principalmente, ad eludere il sovraccarico del sistema sanitario italiano altrimenti soggetto ad una implosione che però, precisa Conte, non è ancora specificamente teorizzata dagli scienziati: “Anche gli scienziati più qualificati hanno difficoltà a fare previsioni troppo specifiche. Il nostro obiettivo è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l’emergenza in un tempo più dilatato, distribuendo una reazione efficace su tutto il territorio nazionale”. Alla luce di queste dichiarazioni, appare fortemente sconsigliato fomentare il folle esodo verso il Sud che continua ad interessare il settentrione italiano, onde salvaguardare l’organizzazione sanitaria meridionale.

Grande senso di responsabilità richiesto anche alle filiere industriali che, in lodevole atteggiamento stacanovistico, continuano a rifornire supermercati, farmacie e ospedali evitando, quindi, un possibile collasso produttivo: “L’Italia ha potenzialità inesplorate, si è mossa con coraggio e altri Paesi, come Spagna e Francia, stanno seguendo il nostro modello”.

Conte ha inoltre aggiunto che, proprio per far fronte a quella che si potrebbe agevolmente definire come un’emergenza economica, attigua e coincidente a quella sanitaria, si sta elaborando un pacchetto normativo (congedi per genitori, mutui, fondi a partite Iva, cassa integrazione) che permetterà al sistema finanziario italiano di reggere al pesante dispendio di risorse continuamente richiesto dalla preoccupante situazione corrente: “Faremo il possibile affinché, anche nella stesura della legge di bilancio, l’Italia possa tornare a correre grazie agli investimenti, al taglio delle tasse, alla semplificazione e all’innovazione. Aiuteremo l’Italia a rialzarsi e sono convinto che ce la faremo”.

Per vincere serve il contributo di 60 milioni di italiani, non possiamo permetterci errori comportamentali; questo il definitivo messaggio che le parole di Conte ci ripotano: responsabilizzazione all’ordine del giorno.

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