Cronaca

Coronavirus Catania, aperti Pescheria e Fera ‘o Luni: “Restrizioni sui mercati rionali”

Immagine di repertorio.
Il sindaco Salvo Pogliese ha annunciato restrizioni sui mercati storici e rionali, che continueranno però ad essere aperti ai cittadini.

Con un comunicato del Comune di Catania, il sindaco Salvo Pogliese ha comunicato che i tradizionali mercati storici della città e i mercati rionali resteranno aperti nei prossimi giorni. La decisione, seppur con le relative e inevitabili ristrettezze, nasce per fornire la possibilità agli ambulanti di poter continuare a lavorare, fornendo al contempo un servizio alimentare per i cittadini catanesi.

Resteranno dunque aperti, salvo nuove disposizioni, i mercati storici della Pescheria e di piazza Carlo Alberto, oltre a quelli rionali sparsi in tutto il territorio comunale: “Occorre che i cittadini seguano senza indugio gli obblighi normativi evitando ogni occasione di contatto fisico e per questo è indispensabile uscire di casa il meno possibile, evitando di spostarsi dalla propria abitazione se non per andare a lavoro o fare acquisti. Ogni comportamento diverso sarebbe illegale ed egoistico, perché darebbe forza al virus di potersi diffondere“, ha commentato il sindaco Salvo Pogliese.

Messo a corrente il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto, per seguire rigorosamente le prescrizioni normative sulle distanze minime tra le persone e i punti vendita, eliminando qualunque presenza abusiva. Il primo cittadino ha dato mandato all’assessore Ludovico Balsamo di predisporre immediatamente un piano di riordino dei mercati cittadini per rispettare le rigide prescrizioni normative che, se non messe in atto, causeranno la sospensione del mercato stesso, alla stregua di quelli al chiuso.

Peraltro, è stato rilevato, come il funzionamento dei mercati serva anche ad aumentare l’offerta di prodotti per gli approvvigionamenti dei cittadini, evitando che la popolazione si rivolga solo a quelli commerciali al coperto, con il rischio di creare proprio quegli assembramenti che si vorrebbero evitare.

Ognuno di noi deve fare qualche sacrificio – ha concluso Pogliese-, ma è doveroso farlo anche perché riguarda la causa più grande che esista, cioè preservare vite umane, la propria e quella degli altri”.