“Facciamo valere i diritti dei caregiver nelle università”: la petizione virale di Erika

Dopo il servizio alle Iene, la storia di Erika Borellini, 25 anni, è rimbalzata nelle televisioni di moltissimi italiani. E in moltissimi, ad oggi più di 113 mila, stanno firmando la petizione che proprio lei ha deciso di lanciare al ministro dell'Istruzione Fioramonti, per far sì che i diritti dei caregiver vengano fatti valere, in tutta Italia.

Credere sempre nella bellezza dei propri sogni: questo è quello che ci insegna la storia di una ragazza di Carpi, vicino Modena, di nome Erika Borellini.  Lo scorso febbraio Erika, con una corona d’alloro sul capo, ha festeggiato con amici e familiari il traguardo della Laurea triennale in ingegneria elettronica. Una storia come le altre, direte voi. Ma in realtà, quella di Erika è una storia poco comune. Erika è infatti una “caregiver”, ossia una ragazza che con amore e costanza si prende cura della mamma Lorenza colpita, 6 anni fa, da un aneurisma cerebrale che l’ha resa incapace di muoversi, parlare e in grado di comunicare solo attraverso i battiti delle ciglia. Dal 2013, ogni giorno Erika e suo padre Stefano si prendono cura di mamma Lorenza. Un compito oneroso che richiede tempo, pazienza e fatica. Nonostante ogni giorno Erika impieghi mediamente 6 /7 ore per curare la mamma, un dispendio davvero consistente di tempo, in Italia purtroppo un caregiver, come Erika,  non è ancora equiparato ad un lavoratore vero e proprio.  

Così Erika ha deciso tempo fa di lanciare una petizione per far sì che in tutta Italia i cosiddetti studenti caregiver abbiano diritti uguali a quelli dei tanti studenti lavoratori. Sul sito change.org, in cui Erika ha lanciato la petizione, leggiamo: “mi capita di raccontare le mie giornate sui social per sensibilizzare l’opinione pubblica e tutte le persone che mi circondano sulle difficoltà quotidiane che una famiglia deve affrontare ed in particolar modo per cercare di promuovere e sostenere la ricerca di tecniche, strumenti e cure in grado di migliorare la condizione di vita di chi è affetto da patologie così gravose.” Pare che il fenomeno sia tutt’altro che da sottovalutare: in Italia il 7,3% dei ragazzi e il 6,9% delle ragazze tra i 15 e i 24 anni è impegnato in attività di cura e assistenza.

Con la sua petizione, Erika chiede una semplice cosa al ministro Fioramonti:

“Al Ministro dell’Istruzione e alla Ministra delle Pari opportunità e della Famiglia di attivarsi affinché le studentesse e gli studenti che operano come caregiver possano ottenere all’università un trattamento pari a quello degli studenti lavoratori.”

Ma quella di Erika è una storia che sembra avere un lieto fine. Infatti la ragazza modenese pare abbia vinto la sua battaglia: lo scorso 26 ottobre su RaiUno, nella trasmissione “ItaliaSì” condotta da Marco Liorni, il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha dichiarato: “in collaborazione con il Rettore di Modena e di Reggio Emilia, abbiamo deciso che gli studenti caregiver saranno equiparati agli studenti lavoratori e quindi potranno accedere alla laurea magistrale con due punti meno rispetto ai minimi indicati. La storia di Erika è quella di tanti altri studenti italiani che si trovano nella sua stessa condizione, una storia che ha risvegliato l’Italia“.

Ma la speranza di tutti è che, la storia di Erika sia un monito e un esempio anche per le altre università italiane frequentate sicuramente da studenti caregiver.

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