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Catania, al porto un’installazione per dire no alla plastica in mare

È a cura dell'artista di fama internazionale Michelangelo Pistoletto e rappresenterà un simbolo nella lotta contro l'inquinamento marino per una trasformazione sociale responsabile.

Una gomena lunga 100 metri, ricoperta da rifiuti di plastica trovati tra le acque di Catania e Aci Castello, modellati a formare il simbolo dell’infinito rivisitato che ha segnato tutte le installazioni dell’artista Michelangelo Pistoletto per lanciare un solo messaggio: no all’inquinamento e alle plastiche in mare.

Questo, in breve, il significato dell’installazione “Terzo Paradiso” ideata da Pistoletto, che verrà inaugurata sabato 8 giugno alle 09:00 al Molo di Levante di Catania, dove rimarrà in esposizione fino al 15 luglio. L’opera è in corso di realizzazione da alcuni giorni e, una volta ultimata, verrà collocata su una piattaforma galleggiante di 800 mq. L’installazione, dotata di un forte impatto visivo, si propone di stimolare oltre a una prima reazione estetica una serie di riflessioni sull’uomo e sul suo rapporto col mondo che lo circonda.

Cos’è il Terzo Paradiso

Presentato per la prima volta nel 2005 alla Biennale di Venezia dall’artista Michelangelo Pistoletto, il simbolo consiste in una rivisitazione del classico otto rovesciato rappresentante l’infinito. Il segno presenta due piccoli cerchi agli antipodi, rappresentanti Natura e Tecnologia. Tra questi, al centro, un grande cerchio simboleggiante l’auspicabile terza fase dell’umanità, realizzabile solo attraverso la fusione armoniosa tra l’uomo e le due estremità del simbolo. 

Pensato come un’opera collettiva capace di coinvolgere centinaia di persone nella sua realizzazione, dopo la sua presentazione il simbolo è stato presentato negli spazi antistanti il Louvre di Parigi, a piazza Duomo a Milano, presso la sede dell’ONU a Ginevra o anche all’isola di Cuba, divenendo famoso in tutto il mondo. Ma soprattutto, ha avuto la capacità di diffondere attraverso l’arte un messaggio di difesa della natura e di una trasformazione sociale responsabile.

Perché a Catania?

Il tema dell’ambiente è entrato nel sempre più vivo interesse mondiale da tempo ormai, grazie all’interesse di personalità combattive come quella di Greta Thunberg, ma senza dimenticare le molte associazioni che da decenni combattono per il rispetto del nostro pianeta, su tutte Greenpeace e, a livello italiano, Legambiente. Nella lotta contro l’inquinamento, le plastiche marine rappresentano uno dei nemici principali da combattere.

Nel Mediterraneo, nient’altro che uno specchio d’acqua allargato, se paragonato ai grandi oceani, si concentrano il 7% della microplastica dispersa a livello globale. Inoltre, secondo il Ministero dell’Ambiente, i materiali plastici rappresentano l’85% dei rifiuti trovati in mare e lungo le coste.

Con la sua posizione nel cuore del mediterraneo, la città di Catania rappresentava la meta ideale dove realizzare l’installazione, che potrebbe rappresentare un vero e proprio faro, sempre acceso nel ricordare i danni dell’inquinamento in mare. Proprio nei pressi del capoluogo etneo, ma anche nelle città di Messina, Porto Empedocle, Licata e Vittoria sabato 25 maggio si sono resi protagonisti di una raccolta di plastiche abbandonate sui litorali siciliani sotto il coordinamento di Legambiente. A seguire, sono entrati in azione gli operatori preposti al servizio di raccolta dei rifiuti con i “barconi spazza mare” nell’area antistante il Porto di Catania e di Aci Castello.

Il Progetto Terzo Paradiso, inoltre, si avvarrà non solo del Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, ma ha raccolto anche le adesioni di Fondazione Cetacea, Cittadinanzattiva Sicilia, Italia Nostra Catania, Legambiente, Marevivo, WWF. E poi la disponibilità di Guardia Costiera, Capitaneria di Porto, Autorità Portuale Catania.

Sempre a Catania, infine, gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti accoglieranno l’artista Michelangelo Pistoletto, che il prossimo 7 giugno terrà una lectio magistralis in occasione del conseguimento di una laurea honoris causa in arti visive. 

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