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Aeroporti, la Sac compra lo scalo di Comiso: farà rete con Catania

La Sac ha acquistato il 100% delle quote dell'aeroporto di Comiso. Secondo la società acquirente rappresenta un punto di svolta per la regione, che mira a collegamenti sempre più massicci e guarda all'ingresso di partner privati.

La Sac ha acquistato il 100% delle azioni della Intersac, società che detiene il 65% di quote della Soaco, compagnia che ha in gestione l’aeroporto di Comiso. L’annuncio è stato dato giovedì dal presidente della Camera di commercio del Sud Est Sicilia, Pietro Agen, in occasione del convegno “Il trasporto aereo nell’Europa delle Regioni: la rete aeroportuale della Sicilia”.

“Viviamo un momento di cambiamento epocale – ha dichiarato Agen – non ci facciamo colonizzare, ma stiamo soltanto facendo squadra: o cogliamo queste opportunità o siamo condannati alla marginalità”. L’acquisizione quindi rappresenta un punto di svolta per la visione della Sac dei trasporti aerei in Sicilia. In un’intervista rilasciata per il Corriere di Ragusa, il presidente della Sac Daniela Baglieri il futuro dei due scali prevede un concetto di rete aeroportuale. “Al momento non c’è un modello unico in Italia. C’è la rete pugliese che è un modello e prevede la stessa tariffazione per tutti gli aeroporti della Regione. Nel nostro caso avere una rete consentirebbe a Comiso di avere le stesse tariffe di Catania e quindi di iniziare a ripianare le perdite”.

Sempre a detta del presidente della Sac, l’aeroporto di Comiso ha dato prova di efficienza durante l’emergenza Etna e in occasioni dei lavori effettuati a Fontanarossa lo scorso mese. “Quindi è una struttura valida, adesso serve un piano per lo sviluppo. Però il territorio deve anche concentrarsi sull’offerta turistica e sui servizi per aumentare l’appettibilità delle tratte. Questo momento può rappresentare un punto di svolta e un gestore unico per due scali si può presentare in maniera diversa e congiunta ai vettori.”

Ma mentre i soci della Sac guardano alla privatizzazione provando a vendere le quote in mano pubblica, il consiglio comunale si è pronunciato contrario all’ingresso di privati, appoggiando quasi all’unanimità la mozione consiliare di Salvo Di Salvo. Si preannuncia quindi una questione spinosa tra chi vede la privatizzazione come un’oppurtunità per portare investimenti e chi invece vi si oppone a vantaggio del pubblico. La mossa della Sac, inoltre, potrebbe avere delle ripercussioni in Sicilia occidentale, con gli scali di Palermo e Trapani che in futuro potrebbero unirsi e creare un polo unico in grado di competere con quello catanese.

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