Continua la conta dei danni riportati durante lo spaventoso terremoto avvenuto alle prime ore del 26 dicembre.

Erano le 3.19 del 26 dicembre quando, in poco più di un minuto, per molti abitanti del catanese le cose sono cambiate drasticamente, nel peggiore dei modi. Il terremoto di magnitudo 4.8 non ha, fortunatamente, causato vittime, ma circa 28 feriti non gravi; ad una settimana esatta da quella notte spaventosa, però, continuano le operazioni di verifica delle abitazioni.
Si ha, infatti, il numero definitivo degli sfollati: 1096, 300 dei quali sono riusciti a trovare una sistemazione autonoma mentre altri 794 alloggiano temporaneamente in strutture alberghiere, convenzionate con la Regione Sicilia. Due persone, infine, sono ospitate in delle strutture pubbliche.
Durante queste difficili festività, si stanno inoltre svolgendo i sopralluoghi delle abitazioni colpite dal terremoto: su 4.943 richieste in totale, si sono fino ad ora verificate 255 verifiche strutturali. E i risultati non sono per tutti positivi: sebbene siano state dichiarate agibili 688 case e 33 plessi scolastici, parzialmente agibili 410 abitazioni e 11 scuole, sono totalmente inagibili 3 strutture scolastiche e 422 alloggi, un numero che potrebbe essere destinato ad aumentare.
Una situazione drammatica per gli abitanti delle zone più colpite, che cominciano il nuovo anno senza più una casa, in una condizione di disperazione e paura che possa succedere ancora. L’attività eruttiva dell’Etna si è calmata, così come la situazione sismica: ciò che si spera adesso è che torni totalmente a quietarsi, così da permettere al più presto la ricostruzione delle case e la ripresa, finalmente, della tranquilla vita di ogni giorno nelle zone dell’Etna.
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