Categorie: Tecnologia e Social

Un anno senza smartphone per 100mila dollari: la sfida di un’azienda americana

La sfida, lanciata dalla Vitaminwater, si rivolge a desiderosi concorrenti di tutto il mondo: aperte le "candidature", direttamente dai social.

Stare un’ora senza smartphone o senza connessione? Sempre più difficile, eppure c’è chi mira ancora più in alto, addirittura alzando il livello di astinenza da cellulare a quota 365 giorni. Questo il contenuto della “mission impossible” lanciata dall’azienda Vitaminwater, produttrice di acqua da bere e afferente alla Coca Cola, che ha promosso un’autentica sfida, da veri temerari, aperta ad aspiranti candidati da tutto il globo.

Dopo gli impressionanti dati raccolti, circa la dipendenza da smartphone, i vertici della Vitaminwater proveranno a testare la resistenza di un volontario in assenza di uno smartphone o di un tablet per 365 giorni, con l’obiettivo cioè di vivere un anno sostanzialmente senza accesso continuo a social e applicazioni internet. Per partecipare, è necessario scrivere un post – fino al prossimo 8 gennaio – su Facebook o su Twitter in cui provare a descrivere come si intende affrontare la sfida. Il post è personale, dunque ciascun aspirante candidato dovrà dare esempio di cosa intende fare in assenza dello smartphone; necessario inserire gli hashtag #contest e #NoPhoneforaYear, in modo da permettere, ad un’apposita giuria, di visionare le proposte e selezionare la più originale.

Al concorrente prescelto sarà poi dato un cellulare di vecchia generazione, obsoleto al punto da consentire solo chiamate e messaggi, privo di accesso ad internet: la stessa commissione, periodicamente, vigilerà affinché il partecipante “non cada in tentazione”. In quest’ultimo caso, tuttavia, è ammessa una possibilità: dopo sei mesi, sarà possibile ritirarsi, avendo diritto a diecimila dollari, a condizione che mezzo anno sia trascorso senza dispositivi mobili. Nel caso in cui invece la sfida venisse completata, il vincitore avrà diritto alla somma messa in palio, pari a 100 mila dollari. Iniziativa simpatica e insidiosa, che però riflette pienamente della globale dipendenza che ormai provocano i più recenti dispositivi.

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