Università, lettera aperta dei docenti allo Stato: “I nostri ragazzi scrivono male in italiano”

Sono ben 770 docenti universitari ad aver sottoscritto una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, alla Ministra dell'Istruzione e al Parlamento dal significativo titolo: "Saper leggere e scrivere: una proposta contro il declino dell'italiano a scuola" promossa dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità.

Nel testo si legge: “È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana“.

E pertanto il gruppo di docenti propone dei punti chiave per arginare e risolvere il problema, ovvero:

  • Revisione delle indicazioni nazionali con l’introduzione di traguardi intermedi da raggiungere nei diversi percorsi scolastici e importanti tipologie di esercitazioni.
  • Introduzione di verifiche nazionali periodiche durante i primi otto anni di scuola.
  • Partecipazione dei docenti delle scuole medie e superiori alla verifica in uscita dalla primaria e all’esame di terza media. Anche per sviluppare il confronto interdidattico.

A conclusione l’invito da parte dei professori ad introdurre momenti di seria verifica durante l’iter scolastico per l’acquisizione e il consolidamento delle competenze di base. “Questi momenti costituirebbero per gli allievi un incentivo a fare del proprio meglio e un’occasione per abituarsi ad affrontare delle prove, pur senza drammatizzarle, mentre gli insegnanti avrebbero finalmente dei chiari obiettivi comuni a tutte le scuole a cui finalizzare una parte significativa del loro lavoro“, spiegano i professori.

Tra i firmatari: gli Accademici della Crusca (Ugo Vignuzzi, Rosario Coluccia, Annalisa Nesi, Francesco Bruni, Maurizio Dardano, Piero Beltrami, Massimo Fanfani, Maurizio Vitale); i linguisti Edoardo Lombardi Vallauri, Gabriella Alfieri (dell’Università degli Studi di Catania) e Stefania Stefanelli; i rettori di quattro Università; i docenti di letteratura italiana Giuseppe Nicoletti e Biancamaria Frabotta; il pedagogista Benedetto Vertecchi e lo storico della pedagogia Alfonso Scotto di Luzio; gli storici Ernesto Galli Della Loggia, Luciano Canfora, Chiara Frugoni, Mario Isnenghi, Fulvio Cammarano, Francesco Barbagallo, Francesco Perfetti, Maurizio Sangalli, Massimo Montanari; i filosofi Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Angelo Campodonico; i sociologi Sergio Belardinelli e Ilvo Diamanti; la scrittrice e insegnante Paola Mastrocola; il matematico Lucio Russo; i costituzionalisti Carlo Fusaro, Paolo Caretti e Fulco Lanchester; gli storici dell’arte Alessandro Zuccari, Barbara Agosti e Donata Levi; i docenti di diritto amministrativo Carlo Marzuoli, di diritto pubblico comparato Ginevra Cerrina Feronie di diritto romano Giuseppe Valditara; il neuropsichiatra infantile Michele Zappella; l’economista Marcello Messori.

Leggi anche: Dario Generali al DISUM parla dell’italiano: “La qualità dei nostri laureati messa a rischio dalle ultime riforme”

Studenti non sanno scrivere in italiano? Professore: “Ho dato 18 a un ragazzo, bocciarli tutti è impossibile”

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