Da “vucumprà” a ingegnere: Rachid festeggia la laurea magistrale

Arriva in Italia, comincia a fare il venditore ambulante ma il suo sogno è quello di diventare ingegnere: la storia di Rachid, oggi dottore in Ingegneria civile.

Laurea magistrale in Ingegneria civile con specializzazione in Strutture per Rachid Khadiri Abdelmoula, venditore ambulante di origini marocchine. Classe 1987, cinque anni fa aveva già conseguito la laurea triennale al Politecnico di Torino, ma aveva già intenzione di proseguire con gli studi. Una bella soddisfazione che ha permesso al ragazzo di lasciare il suo lavoro di venditore ambulante di fazzoletti e accendini per aspirare a un futuro più roseo.

Dopo il primo titolo, Rachid Rachid ha compiuto un altro passo importante per la sua carriera, discutendo una tesi su “Gli effetti dei nanomateriali di carbonio aggiunti ai compositi di cemento”. Ora si dichiara fiducioso nei confronti del futuro ed è già pronto a mettersi in gioco in ambito lavorativo. La sua esperienza di venditore è già un capitolo chiuso.

Arrivato in Italia nel 1998, all’età di undici anni, aveva attraversato lo stretto di Gibilterra assieme ai familiari per raggiungere il resto della sua famiglia che viveva già a Torino. Nella città piemontese ha subito trovato l’affetto di molti che l’hanno conosciuto quando ancora vendeva accendini, braccialetti e fazzolettini per aiutare la sua famiglia nei dintorni di Palazzo Nuovo. Oggi quell’affetto resta immutato e, sebbene gli manchi il contatto con la gente per strada, i sogni di Rachid sono diventati ben più grandi.

A Repubblica ha raccontato il suo percorso universitario, rivelando che per scrivere la sua tesi ha lavorato per circa otto mesi nella sede svizzera della Cemex, gruppo multinazionale che si occupa di produzione di calcestruzzo. Per quanto riguarda il futuro non ha certezze: “Dopo 20 anni che vivo qui mi piacerebbe rimanerci, ma al giorno d’oggi so benissimo che occorre essere flessibili. E in ogni caso bisogna essere pronti a viaggiare, perché molte aziende hanno appalti all’estero”. Una cosa, però, è certa e la confessa felice ai giornalisti subito dopo il conseguimento del titolo magistrale: Con questo nuovo titolo in tasca ho qualche carta in più da giocare nei colloqui di lavoro. I fazzolettini e gli accendini ai semafori? Ho già dato le dimissioni”.

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