Scuola

Attacco hacker al sito Miur: a rischio migliaia di indirizzi, ma il Ministero rassicura gli utenti

È stato perpetrato un grave attacco al database del Miur da parte di Anonymous: la ben nota associazione segreta di hacker si è infiltrata nel sistema rivendicando poi l'attacco su Twitter.

I contatti telefonici e gli indirizzi email rubati sarebbero quelli di 26 mila insegnanti.  Sembra che Anonymous abbia fatto ciò contro la buona scuola di Renzi, una sorta di minaccia per convincere il governo a fare marcia indietro su una “buona scuola”che lascia perplessi molti. I database hackerati sono 52, 6048 le email di singole scuole, 63 di coordinatori, 355 del forum “Indire”, 42 di Xforum, 148 di dirigenti scolastici, 155 di referenti, 6808 di insegnanti, e altri 13 mila circa collegati al mondo della scuola ma con indirizzi privati. La rivendicazione dell’attacco è avvenuta su uno dei profili di solito usati da Anonymous su Twitter, LulzSecIta (che significherebbe “grasse risate”), e il messaggio era molto esplicito:

“Salve Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, le diamo il benvenuto nell’arena. Siamo qui oggi per parlare di un tema delicato che ha fatto discutere molto, ovvero l’alternanza scuola lavoro. L’alternanza scuola lavoro, nasce con l’intento di far conoscere agli studenti il mondo del lavoro, o almeno questo vuole essere lo scopo della gentile Sig.ra Fedeli. Studenti di un liceo scientifico che iniziano a conoscere il mondo del lavoro a partire da una catena di cancro come McDonald’s, può essere paragonata solamente alla stregua di un povero elefante in un negozio di porcellana, studenti che alla fine vengono anche sfruttati solo per il vostro interesse nell’avere manodopera giovane e gratuita. Siete solo aguzzini che sfruttano l’esperienza nulla che hanno i giovani d’oggi approfittandovene per il vostro tornaconto personale”.

Se il governo prenderà dei provvedimenti su questo fatto, non ci è dato saperlo: infatti il Miur ha affermato, dopo le dovute verifiche, che l’attacco non ha rubato informazioni complete ma indirizzi inattivi. Tuttavia è il chiaro segno di forti perplessità che si fanno largo anche all’interno della comunità dei docenti già da tempo e che oggi sono state canalizzate in un hackeraggio di grande portata.


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Francesco Arcolaci