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Secondo l’Unesco le bellezze della Sicilia valgono quanto l’Egitto

Il nuovo anno per la Sicilia si apre col botto, visto che le sue bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche valorizzate dall’Unesco come patrimonio dell’umanità sono pari a quelle dell’Egitto.

 

Da sempre la Sicilia è stata una terra molto ambita, forse anche per la sua posizione strategica, al centro del Mediterraneo, che le ha consentito di avere tracce da moltissime civiltà ancora oggi visibili. Dalla Sicilia, difatti, sono passati i Greci, i Romani, i Bizantini, gli Arabi, i Normanni, gli Aragonesi fino ad arrivare allo sbarco dei Mille con Garibaldi che ha annesso la nostra isola al nascituro Regno d’Italia, oggi repubblica, di cui facciamo parte fin dal 1861.

Proprio secondo l’Unesco, i patrimoni che questo ente valorizza e tutela in Sicilia e che sono pari a sette, sono in numero eguale a quello di una nazione, l’Egitto, una delle mete del turismo internazionale. Un patrimonio forse poco sfruttato, che potrebbe consentire alla nostra regione di vivere di turismo per 365 giorni all’anno con tutte le attività legate a questo settore e le opportunità di lavoro che ne potrebbero derivare.

Certo, non abbiamo le magnifiche piramidi o la maestosa sfinge, ma la Sicilia non ha nulla da invidiare con la Valle dei Templi, riconosciuta patrimonio dell’umanità fin dal 1997 o la villa romana del casale di Piazza Armerina, anch’essa patrimonio dell’umanità dal 1997. O, ancora, il percorso arabo-normanno di Palermo, o la Val di Noto con le sue bellezze barocche. Per finire con le meravigliose Eolie e l’Etna, prese d’assalto ogni anno dai turisti per poterne ammirare da vicino il paesaggio.

E che qualcosa si stia muovendo per la Sicilia in questo 2018 lo si vede dal fatto che nella puntata di stasera del nuovo programma di Alberto Angela che parla delle meraviglie d’Italia, verrà mostrata la splendida Valle dei Templi di Agrigento. Inoltre la presenza nella giunta regionale come Assessore alla Cultura di una personalità di spicco quale il critico d’arte Vittorio Sgarbi, potrebbe essere un’incentivo allo sviluppo e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico della Sicilia.

E, per finire, potrebbe essere un grande anno visto che la Val di Noto riunendo 8 città tra cui Noto, Palazzolo Acreide, Catania e Siracusa si è candidata ed è in gara per l’assegnazione di capitale italiana della cultura per il 2020.

Insomma, per la Sicilia, l’anno è cominciato bene, non ci resta che sperare che queste occasioni siano sfruttate al meglio per valorizzare la nostra regione e trasformare queste opportunità in ricchezza.

 

Manfredi Restivo

Nato a Piazza Armerina ma cresciuto a Nicosia, laureando in Giurisprudenza presso l'Università di Catania, appassionato di libri, musica e sport, calcio e formula 1 su tutti, ha unito nel tempo la passione per il giornalismo iniziando a collaborare con la redazione di LiveUnict.

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Manfredi Restivo

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