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Concorso docenti 2018: novità su date pubblicazione bando per abilitati e non

Novità in arrivo circa le tempistiche per la pubblicazione dei bandi del concorso docenti 2018, per abilitati e non abilitati. 

Dopo l’incontro del 19 dicembre 2017 tra il Miur e i sindacati quali ADI, Link e FLC CGIL  sono emerse le tempistiche con cui uscirà il bando per il concorso docenti sia per gli abilitati sia per i non abilitati. L’uscita del primo bando, quello relativo al concorso riservato al personale abilitato, è stata prevista per i primi di gennaio del nuovo anno. Mentre per quanto riguarda i bandi del concorso del FIT ordinario e di quello riservato a chi ha 3 anni di servizio dovrebbero uscire in contemporanea, tuttavia con un iter più lungo, all’incirca 8-9 mesi a partire da gennaio.  Il Ministero ha assicurato che la tempistica sarà tale da garantire l’accesso al concorso a coloro che in questo anno accademico stanno acquisendo i requisiti per concorrere.

Per i tre anni di servizio è stato confermato il calcolo dei tre anni secondo le previsioni del TU della scuola (180 giorni per anno scolastico, o servizio continuativo dal 1 febbraio agli scrutini finali); è stato confermato che in linea di massima il servizio svolto presso le scuole paritarie dovrebbe essere considerato valido . Non sono state però fornite indicazioni precise sui posti disponibili. Probabilmente maggiori informazioni potranno essere fornite in un prossimo incontro con i sindacati, previsto per gennaio.

Sul concorso riservato agli abilitati non è emerso un quadro rassicurante rispetto all’obiettivo di garantire le assunzioni dei docenti precari che oggi lavorano nelle varie graduatorie provinciali e d’istituto. Infatti l’apertura del concorso al personale di ruolo prefigura una partecipazione dei docenti già assunti a tempo indeterminato che in alcune regioni meridionali potrebbe assumere dimensioni rilevanti.

Sul fronte delle condizioni lavorative degli specializzandi FIT è stato posto il tema di una definizione contrattuale delle condizioni retributive e lavorative di questa tipologia di lavoratori in formazione. Mentre, sul tema della retribuzione il Miur ha confermato la stima degli importi previsti dai tecnici del Senato di 400 euro mensili per il primo anno, in quanto, contrariamente a quanto auspicato, le risorse non vedono nuovi incrementi in legge di bilancio. Importanti segnali di apertura sono stati espressi invece sul fronte della compatibilità tra il percorso del FIT e l’impegno lavorativo, in primis nella scuola.

 

Leggi anche: Concorso docenti 2018: slitta bando, atenei non pronti per 24 CFU

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