UNICT – Quanto siamo al sicuro al Monastero dei Benedettini?

Il Monastero dei Benedettini di Catania, gioiello tardo-barocco siciliano e sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche, costituisce un centro di eccellenza nella nostra città.

L’edificio, nel cuore della città di Catania, negli anni si è imposto come centro fondamentale di sapere, cultura, studio. Per molti studenti il monastero nel corso degli anni è diventato luogo vissuto quotidianamente, una vera e propria seconda casa. Prerogativa di questo genere di luogo sarebbe doversi sentire al sicuro al suo interno, ma quanti studenti sono convinti di essere al sicuro tra le mura dei Benedettini?

LiveUnict ha raccolto testimonianze e impressioni di studentesse e studenti che abitualmente frequentano il luogo, e i risultati sono stati diversi. Una studentessa, ad esempio, dichiara di sentirsi abbastanza al sicuro, non ha paura per se stessa ma non può sentirsi altrettanto al sicuro per quanto riguarda i suoi oggetti personali. Spessissimo infatti diversi studenti hanno denunciato furti di computer, portafogli o altri oggetti.

Altri studenti inoltre si lamentano degli scarsi, alle volte inesistenti, controlli da parte dei vigilanti all’ingresso e negli ambienti del monastero. A diversi studenti infatti sono capitati episodi fastidiosi: c’è chi racconta di essersi trovato a seguire lezioni frontali con individui che hanno approfittato del luogo aperto a tutti per farsi una dormita o importunare chi frequentava il luogo – quasi sempre studentesse. C’è anche chi racconta di problemi avuti con i vicini parcheggiatori di piazza Dante: dopo essersi rifiutati di pagarli, infatti, i ragazzi sono entrati all’interno del monastero, seguiti dai parcheggiatori indisturbati che richiedevano il pagamento della sosta.

Gli studenti, in parole povere, chiedono sicurezza per un luogo che sentono ormai appartenere loro: essere sorvegliati da sistemi di sicurezza efficienti e pronti ad intervenire per qualsiasi problema rappresenta ormai una necessità. Il segreto è prevenire piuttosto che curare, quindi si spera che non accada per forza qualcosa di spiacevole prima di intervenire per un miglioramento in termini di sicurezza.

Serena Valastro

Laureata in Lingue e culture europee, amante di cinema, musica, arte, informazione, storie. Scrivere è entrare in nuovi spazi, conoscere qualcosa di nuovo, vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per trasmetterle a chi vuole viverle.

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Serena Valastro

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