Università

Tar annulla numero chiuso alla Statale: studenti fanno lezione seduti per terra

L’ordinanza storica del Tar del Lazio dello scorso settembre, che annullò di fatto i test d’ammissione alla Statale di Milano nel ramo umanistico, ha portato ad un boom d’iscrizioni. Quest’ultimo risultato, d’altronde inevitabile, ha causato un’emergenza alla quale la stessa università probabilmente non era preparata. 

In particolare, il numero di iscritti supera quello dei posti messi a disposizione dalla stessa Statale con il numero chiuso: il corso di laurea di Lettere, ad esempio, oggi presenta 615 iscritti rispetto ai 580 previsti dall’ammissione programmata; ben più grave la situazione nei cdl di Beni Culturali, con un esubero di 143 studenti e Lingue, che conta quasi 220 studenti in più rispetto ai 650 designati dall’università.

Una situazione chiaramente inusuale, che ha portato gli studenti a dover fare lezione sui gradini delle aule, con un alto rischio di pericolo d’incolumità e sicurezza degli stessi. Ciò che viene a mancare, inoltre, è la classe docente, in numero ridotto rispetto al limite degli iscritti, che permetterebbe in tal caso di poter sdoppiare i corsi e snellire lezioni ed esami.

Il rettore della Statale, Gianluigi Vago, ha così commentato la vicenda al Corriere della Sera: “Gli studenti fanno lezione seduti sui gradini, il numero di immatricolazioni è già troppo alto e crescerà ancora, i corsi di Lettere e Beni Culturali sono a rischio chiusura, così come quello di Lingue. Come avevamo previsto“.