LAVORO – Crisi di vocazione per i notai, diminuiti praticanti e retribuzioni

Diminuito drasticamente il numero dei praticanti: da 1.211 nel 2012 a 425 nell’anno corrente. 

Per la professione di notaio è crisi di vocazione. Quella che si profilava come una delle professioni più ambite dai laureati in giurisprudenza perde notevolmente terreno. A scoraggiare sarebbero principalmente due cose: le difficoltà d’accesso e le retribuzioni meno opulente rispetto al passato.

Una situazione che non desta poche preoccupazioni. Giampaolo Marcoz, del Consiglio nazionale del Notariato, ha dichiarato al Corriere della Sera: “Il 91 per cento delle segnalazioni anti-riciclaggio viene da nostri colleghi e testimonia come la professione vada considerata come un presidio di legalità, per di più in una fase in cui la criminalità organizzata si infiltra anche in Regioni nelle quali era storicamente assente”. Nel frattempo il calo dei praticanti si avverte anche a Milano, dove dalle 114 unità nel 2007  si passa alle 67 unità nel 2016. Ma forti diminuzioni si registrano anche nelle altre città italiane: -60% in sei anni a Napoli, -57% a Firenze e -68% a Bari.

A calare sarebbero anche le retribuzioni. Attualmente il 75% dei notai oggi ha un reddito lordo inferiore ai 70 mila euro, in precedenza si arrivava ai 200 mila euro. I cambiamenti riguardano anche l’organizzazione degli studi in senso stretto. Mentre prima si prediligevano gli studi “a bottega”, oggi , invece, si punta maggiormente sull’associazionismo orizzontale. Novità che fa inorgoglire i notai è quella che riguarda la maggiore mobilità sociale che ha raggiunto la loro categoria: solo il 18% è figlio di un notaio e il 40%  figlio di avvocati.

Federnotai punta il dito sull’ostico accesso alla professione notarile, un percorso lungo nella procedura dei concorsi e con dei costi notevoli che gravano sul candidato stesso. Eppure, le possibilità di passare il concorso sembrerebbero aumentate: mentre in passato un candidato su 15 riusciva a passare, ora il rapporto è uno a 4:  “Il nostro timore- afferma Marcoz – è che da una crisi quantitativa si passi a un abbassamento della qualità e invece vogliamo continuare ad attrarre i migliori talenti, come accadeva un tempo”.

Simona Lorenzano

Cresciuta ad Agrigento, terra in cui ha respirato la grecità a pieni polmoni, consegue la maturità presso il Liceo Classico Empedocle. La passione per la salute e il benessere la spingono a laurearsi in Infermieristica a Catania. Scrive su Live UniCT sin dal primo anno di università e continua a coltivare il suo amore per la scrittura, la musica e le discipline umanistiche. Per citare Plinio il Vecchio: “Non lasciar passare neanche un giorno senza scrivere una riga”.

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