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Rumori sinistri e tintinnio di catene: nel Catanese palazzo infestato da un fantasma?

È subito mistero al Palazzo Bianchi di Adrano. Pare che all’interno dell’antica residenza nobiliare si aggiri ultimamente un fantasma. Un tintinnare di catene nell’androne, dove oggi si trova una stanza della polizia municipale, ha creato scompiglio tra i dipendenti e le dipendenti. Sono state delle vigilesse a notare, per prime, il rumore sinistro.

Come riportato su Livesicilia.it, all’inizio, si pensava potesse essere un animale al guinzaglio, ma dei successivi controlli hanno accertato che non c’era effettivamente nessun animale. Il tintinnio, poi, ha continuato a ripetersi nei giorni successivi ed è stato sentito anche da altri ed altre dipendenti più volte nel corso della giornata. Che siano anelli di ferro tirati da qualcuno che cerca di divincolarsi? Tra i dipendenti, tra il serio e il faceto, c’è chi dice che possa trattarsi del fantasma di un uomo o una donna rimasti incatenati nelle segrete del palazzo.

Lo storico Palazzo dei Bianchi risale alla seconda metà del 1400 ed era la residenza di una della famiglia Bianchi, esponente della nobiltà locale. Fu utilizzato anche come ospedale militare delle truppe borboniche e come Monte di Pietà dal 1820 al 1859. Il Comune, invece, ha acquistato la proprietà dell’edificio dopo l’Unità d’Italia. Un’ala del palazzo è stata per molti anni sede della biblioteca comunale. Da una decina d’anni ospita l’ufficio del sindaco e, al primo, i locali della Polizia municipale. In tempi recenti, il palazzo è stato sottoposto a restauro e, durante i lavori, sono stati trovati i resti di decine di corpi. Che sia la storia del palazzo ad aver influenzato la ricostruzione dei dipendenti?

Fatto sta che, oggi, pur di evitare quel rumore sinistro, c’è chi ha addirittura chiesto di essere destinato al servizio esterno. Uno dei superiori della Polizia municipale e il sindaco Giuseppe Ferrante sono stati informati degli strani rumori e movimenti all’interno del palazzo. Suggestione? Fantasmi? Secondo il primo cittadino, potrebbe trattarsi di un topo nel soffitto. Ulteriori indagini, forse, sveleranno, il mistero.


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Antonietta Bivona

Giornalista pubblicista e direttrice responsabile della testata giornalistica LiveUnict. Dopo un dottorato conseguito presso l'Università degli Studi di Catania, è ricercatrice in lingua e letteratura francese. Insegna nei corsi di laurea triennale e magistrale del Dipartimento di Studi classici, linguistici e della formazione dell'Università degli Studi di Enna. 📧 a.bivona@liveunict.com

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