ATTENTATO BERLINO – Chiusi mercatini di Natale, la testimonianza di un catanese: “Otto ore prima ero lì”

Simone passeggiava con la famiglia in un quartiere vicinissimo a Charlottenburg nel momento in cui il terribile attentato ha portato via la vita di 12 persone e scosso quella di decine di persone ferite, accomunate solo dalla terribile sfortuna di trovarsi nei mercatini di Natale di Berlino.

Simone e famiglia alloggiano in un albergo presso Alexander Platz. Tuttavia, forse per sprovvedutezza, forse per un senso di giustizia e di amore per la vita, dopo l’attentato, hanno deciso comunque di affrontare un lungo giro alla scoperta della città.

Come hai saputo di quanto è accaduto e qual è stata la tua prima reazione?

Ho saputo dell’attentato grazie alla telefonata dei miei parenti, perché noi  ci eravamo accorti solo della presenza di un notevole numero di forze armate, ma non eravamo certi o forse non volevamo solo crederci. Saperlo è stato scioccante, perché quella mattina io e miei genitori abbiamo mangiato in un ristorante proprio là, solo 8 ore prima. Non ci sono molte parole da aggiungere dinnanzi a una cosa così drammatica.

Come ti è sembrata oggi la città?

Ho la netta sensazione che i berlinesi si siano rialzati immediatamente dopo questo fattaccio,anche se tutti i centri natalizi della città erano chiusi (a Berlino ci sono 26 “paesini” natalizi, oggi erano chiusi tutti). Eppure credo che abbiano immediatamente reagito.

Hai saputo dell’italiana dispersa? Cosa hai provato?

Drammatico, visto e considerato che a Berlino ci sono moltissimi italiani. Quella stessa mattina abbiamo conosciuto vari italiani proprio nella piazza di Charlottensburg. È una notizia che fa male, però, ripeto, bisogna rialzarsi immediatamente come i berlinesi hanno fatto in maniera splendida.

Cosa serberai nel tuo cuore e nei tuoi ricordi di questo viaggio?

Berlino è sicuramente una città da visitare, ma è anche vero che vivere un viaggio mentre c’è stato un attentato è una sensazione molto ma molto strana. Dispiace,inorridisce, lascia l’amaro in bocca.

Marta Principato

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