Categorie: Cronaca

#CataniaSicura, task force dell’antisismica per l’allarme terremoto

A Catania un confronto sul rischio sismico. A gennaio verrà presentato lo studio dell’Imperial College di Londra, di Unict e di un progetto pilota per la prevenzione su una zona del Catanese.

#CataniaSicura è l’iniziativa organizzata da Ance Catania, che vede coinvolti tutti gli attori della filiera edile, “per attuare una strategia comune sulla messa in sicurezza del capoluogo etneo – ha spiegato il presidente dei Costruttori Giuseppe Piana – oggi al primo posto nella lista delle città più pericolose d’Italia, soprattutto alla luce dell’atteso BigOne, che metterebbe letteralmente in ginocchio il nostro territorio, con una previsione di vittime di oltre 150mila persone”.

Tematiche oggi quanto mai attuali, sulle quali non è più possibile demandare né temporeggiare: “In vista del convegno internazionale dell’11 gennaio 2017 (anniversario del devastante terremoto del 1693), in cui presenteremo i risultati della ricerca “Adeguamento sismico degli edifici esistenti in calcestruzzo”, condotta in stretta collaborazione con il prof. Bassam Izzuddin e il suo team dell’Imperial College di Londra – ha continuato Piana, affiancato dal vicepresidente Marcello La Rosa – vogliamo redigere un progetto pilota su un quartiere ben definito per avviare, di concerto col mondo istituzionale, accademico e professionale, un processo di riqualificazione urbana con strategie di rinforzo efficaci e applicabili».

Un invito a cui ha risposto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, presente ieri pomeriggio (21 novembre) durante l’incontro tecnico, per manifestare assenso e disponibilità ad accogliere e vagliare le proposte che saranno frutto di valutazione, indagine e approfondimento dei massimi esperti in materia. Verranno infatti monitorati edifici tipici in calcestruzzo – antecedenti alla normativa del 1981 – per una exit-strategy che passerà dagli studi dei professori universitari Paolo La Greca e Ivo Caliò del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell’Università di Catania; alle valutazioni tecniche dei presidenti delle categorie professionali Santi Cascone (Ingegneri), Giuseppe Scannella (Architetti) e Paolo Nicolosi (Geometri), e del direttore del Dipartimento Protezione civile di Catania Giovanni Spampinato, fino alle soluzioni finanziarie e legali proposte dal broker assicurativo Diomede Tortora e dall’avv. Francesco Faro.

Un processo che vede al fianco degli imprenditori, anche l’Amministrazione comunale, rappresentata dagli assessori Luigi Bosco e Salvo Di Salvo, in prima linea per una collaborazione che “deve andare oltre le parole, per tradursi in azioni concrete”.

“Sono al vaglio del gruppo di lavoro diverse soluzioni tecniche – ha detto Piana a conclusione della riunione, che ha visto presente anche il vicepresidente vicario di Confindustria Antonello Biriaco – vogliamo intervenire in una logica di prevenzione e non di ricostruzione, per questo abbiamo voluto investire in una ricerca universitaria sulla resistenza strutturale degli edifici: la sensibilizzazione su questi temi deve partire prima di tutto dai cittadini, che devono avere gli strumenti conoscitivi per affrontare l’acquisto di un immobile nella piena consapevolezza dei rischi esistenti”.

Dai processi di defiscalizzazione in accordo con gli istituti di credito per la manutenzione straordinaria e la pianificazione di veri e propri interventi sostitutivi con alloggi temporanei, alla valutazione dei manufatti, attraverso una disciplina del fascicolo del fabbricato: la gestione delle criticità verrà affrontata partendo dagli aspetti urbanistici e dalle normative esistenti – come quella relativa al Piano Casa – che possono innestarsi nei processi virtuosi di rigenerazione.

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