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NUMERO CHIUSO – Test di Medicina tra irregolarità e ricorsi: “Meglio lo sbarramento come in Francia!”

I candidati al test d'ammissione (Foto Omniroma)

Sono uscite da poco le graduatorie di scorrimento dei corsi di studio a numero chiuso, ma ancora molti studenti vedono il proprio sogno molto lontano. C’è chi aspetta l’ultima speranza, ovvero il ripescaggio, e chi ha già preso un’altra strada; ma non mancano le polemiche sul numero chiuso, che denunciano alcune irregolarità.

I candidati al test d'ammissione (Foto Omniroma)

Tra i corsi di studio a numero chiuso, ci sono quelli a livello nazionale di “Architettura e Ingegneria Edile” e “Medicina, Chirurgia e Odontoiatria“. E, nel caso di Medicina, chi ha fatto il test ha scatenato una vera e propria polemica contro il Miur: infatti dopo la prova d’ammissione gli studenti, guidati da organizzazioni studentesche come l’UDU (Unione degli Universitari), hanno manifestato il loro dissenso sul numero chiuso con un sit-in davanti la Sapienza, con una protesta davanti agli ospedali e infine con un “blizt notturno” davanti alla sede del Miur.

Quello del numero chiuso è un sistema che è stato sempre messo in discussione. Agli occhi dei ragazzi rappresenta quasi una montagna altissima, un ostacolo che non permette facilmente di realizzare il proprio sogno. E, oltre al problema del numero chiuso, c’è quello delle irregolarità che si verificano, e che si sono verificate anche quest’anno alle prove d’ammissione di Medicina.

In molti ci lamentiamo per i quesiti che la prova d’ammissione conteneva: erano presi soprattutto dai manuali, oppure da vecchi test d’ammissione alle università private, come la Cattolica. – dichiara in merito Christian, di 18 anni, ora matricola in Professioni Sanitarie, che ha sostenuto anche il test per entrare in Medicina – Chi, come me, ha fatto il test 6 settembre, se n’è accorto e indubbiamente chi ha studiato da quei manuali o chi si è esercitato sulle prove passate ha raggiunto un punteggio altissimo!“.

Purtroppo – continua Christian – al momento diversi avvocati ricorsisti sostengono che le domande non inedite del test non contrastino giuridicamente parlando il principio di imparzialità di cui si parla nel bando della prova e nel decreto ministeriale che, appositamente per inserire domande non nuove è stato modificato rispetto ad anni precedenti”.

Christian ci racconta le irregolarità che si sono presentate anche nei controlli per il corretto svolgimento della prova.

Non solo le domande copiate, ma i controlli erano quasi inutili! Il test d’ammissione è divenuto un test di gruppo, e c’è chi ha portato le penne Bic, tagliate soltanto dalla parte della punta, che sono entrate nei settori, pure al momento del passaggio dei metal detector. Di conseguenza coloro che le possedevano, al momento del ritiro delle penne da parte della commissione, previsto al termine dei 100 minuti della prova, hanno potuto risolvere sicuramente altri quesiti nel tempo rimanente prima della consegna“.

Christian e altri ragazzi, che hanno riscontrato delle irregolarità, faranno appello ad un avvocato per poi fare eventualmente ricorso. 

Non sono completamente in disaccordo con il numero chiuso – conclude lo studente – più che altro perché non è possibile mantenere tutti quegli studenti in una facoltà, non c’è spazio! Ma è anche vero che, come sancisce la nostra Costituzione, si deve rispettare il diritto allo studio e quindi abrogare il numero chiuso nelle facoltà, trovando un sistema migliore di selezione. Un ottimo metodo è lo sbarramento, come in Francia, che consiste nel fare una selezione dopo il primo anno di studi: i ragazzi saranno ammessi all’inizio e selezionati alla fine del primo anno secondo un criterio, quale o i CFU raccolti, o il numero di materie date, o i voti presi oppure un altro test di conoscenze“.

Si presentano altri problemi sul fronte del numero chiuso. Si notano delle spaccature tra gli studenti più giovani e quelli un po’ più grandi. I giovani ritengono che gli over 30 stiano levando l’opportunità al futuro personale sanitario, viceversa, i più grandi pensano che comunque non hanno la maturità giusta per provare Medicina e le professioni sanitarie.

Una continua battaglia, quindi, tra gli studenti che capeggiano il movimento del “no al numero chiuso” e tra il Miur e il Tar, che continuano a ricevere ricorsi.

A proposito dell'autore

Samuele Amato

Studente di Filosofia, classe 1997, Samuele Amato è appassionato di cinema, musica, viaggi, storia e giornalismo, il ché lo ha spinto a intraprendere, dopo il diploma in Informatica e Telecomunicazioni, questo percorso con LiveUnict. Con gli ideali della libertà e del cosmopolitismo, Samuele ha l'obbiettivo di voler dare un contributo come giornalista e - si spera - come insegnante.

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