Mezzi di trasporto, disagi per i fuori sede: la testimonianza di uno studente

Benito Rausa, studente di Scienze Politiche, vive a Catania per portare a termine i suoi studi ma è originario di Piazza Armerina. Una delle tante testimonianze di chi rimane imbottigliato nei viaggi di ritorno a casa, dopo una settimana di lavoro o lezioni da seguire all’università.

Benito viaggia spesso con l’autobus e il viaggio è sempre un calvario visto che gli autobus sono obsoleti. Partenza da Piazza Armerina in direzione Catania: il viaggio delle speranza, così è stata rinominata la tratta dai passeggeri. Abbiamo raccolto il suo sfogo e le sue disavventure in qualche riga, parole amare e piene di rabbia.

“Ma perché non funziona nulla in questa Sicilia? Una domanda che può sembrare populista o qualunquista, ma che purtroppo corrisponde ad un’amarissima verità, se poi parliamo del trasporto pubblico regionale viene da piangere. Voglio raccontarvi alcune delle mie disavventure, che poi in realtà sono anche quelle di centinaia e centinaia di studenti, lavoratori, turisti o qualsiasi poveraccio che si ritrova a dover affrontare un viaggio con un qualsiasi autobus del trasporto regionale siciliano.

Sono uno studente dell’Università di Catania ed essendo studente fuori sede, mi sposto spesso con l’autobus che parte da Piazza Armerina in direzione Catania: l’autobus copre ben 4 paesi (Aidone,Piazza Armerina, Valguarnera e Catania) il costo del biglietto di sola andata è di euro 8,60. Vi state chiedendo a questo punto dove sia il problema, molto semplice: gli autobus usati dalla ditta, nel mio caso l’EtnaTrasporti, sono obsoleti, l’arredamento interno è deteriorato, i problemi meccanici sono una prassi consolidata, personalmente mi è capitato di dover cambiare autobus (causa guasto meccanico) e di arrivare con oltre 50 minuti di ritardo. Proprio nella giornata del 18 novembre 2015 l’autobus delle 19:30 in partenza da Catania con destinazione Piazza Armerina ci ha lasciati in panne, l’arrivo era previsto per le 21:10 ma “grazie” al solito guasto siamo arrivati alle 22:00 circa.

Ci tengo subito a sottolineare che non voglio in alcun modo accusare gli autisti che lavorano con ciò che hanno a disposizione, io accuso chi permette che tali autobus vengano messi in strada,non ci vuole molto a capire che questi mezzi mettono a rischio la sicurezza dei passeggeri e dell’autista stesso. I continui problemi (dalle sospensioni rotte alle sempreverdi perdite d’olio) hanno reso il servizio offerto un vero e proprio disservizio, insomma se dobbiamo restare sempre in panne per quale motivo sto pagando?

Tale situazione oramai va avanti da parecchio tempo, a tal punto che tra noi studenti abbiamo deciso di ribattezzare il calvario come il “viaggio della speranza”, talmente è alta la sfiducia nei confronti del trasporto regionale. Che fare? Si ha sempre la sensazione di essere soli ed abbandonati, in realtà non lo siamo visto che tale disagio coinvolge centinaia e centinaia di cittadini e, inoltre, sono più che sicuro che questi disagi non riguardano solo la tratta da me descritta. Per per queste motivazioni chiedo a chiunque sia stufo di dover pagare un servizio cosi scadente di iniziare a denunciare il tutto con mail all’azienda di riferimento. Abbiamo i cellulari che sono armi potentissime, fotografiamo e documentiamo il tutto, non potranno ignorare in eterno le nostre segnalazioni, e se lo fanno? Non importa, noi continueremo a segnalare e a denunciare, alla fine si tratta di un nostro diritto, se qualche volta lo facessimo rispettare non sarebbe una cosa cosi strana.

Ciò che chiediamo noi passeggeri è il rispetto del servizio e delle regole, il rispetto dei contribuenti che pagano sempre il biglietto e, sopratutto, chiedo il rispetto della sicurezza, perché deve necessariamente accadere qualcosa di grave affinché si prendano provvedimenti? Eppure quello che chiedo non mi sembra cosi assurdo, o forse in Sicilia lo è? Facciamoci sentire”.

Serafina Adorno

Classe 1989. Dalle sabbie dorate agrigentine e dalla bianca scala dei turchi si è trasferita a Catania per intraprendere i suoi studi e iniziare a dare forma ai suoi sogni. Laureata in Lingue e letterature comparate, lavora nella comunicazione e nei Festival del cinema.

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Serafina Adorno

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