
Piovono ancora polemiche sul tanto discusso progetto Garanzia giovani, nato con l’intento di abbassare il tasso di disoccupazione e di aumentare le possibilità di lavoro tra i giovani. Qualcosa è andato storto, le lamentele sono tante e i profitti sono pochi, quasi inesistenti.
Tantissimi sono i ragazzi di tutta Italia che non stanno vivendo questa opportunità in modo positivo. Da nord a sud i problemi sono sempre gli stessi: ritardo nei colloqui, ritardo nelle assunzioni, ritardo soprattutto nei pagamenti.
Oggi concentreremo la nostra attenzione sui ragazzi siciliani che, a causa del malfunzionamento del sistema, hanno trovato un modo per confrontarsi e per sfogare la loro rabbia. Infatti, sul social media Facebook, esiste un gruppo in cui tutti i ragazzi iscritti a Garanzia Giovani in Sicilia si scambiano informazioni e riflessioni. Un modo per non sentirsi soli e abbandonati dalla società.
Sono tante le lamentele che emergono e che accomunano un po’ tutti.
Ad esempio, Chiara scrive: “Ragazzi secondo me questo progetto non ha fatto altro che peggiorare la condizione del lavoro dei giovani! Da quando è iniziato, quei pochi lavoretti che esistevano adesso non li puoi più fare se non sei iscritto a garanzia giovani, e inoltre se prima ti rompevi il sedere ma vedevi qualche spicciolo ora ti spacchi il sedere ma non vedi una lira! E in più i titolari sono sgarbati e scorbutici nonostante non ti diano neanche un’euro.
Ovviamente ormai tutti i titolari corrono al risparmio prendendo un povero tirocinante e senza pagarlo si permettono anche di trattarlo come schiavo. Che schifo”!
Michela, invece, scrive sull’infinita attesa dei pagamenti: “Io ho iniziato il tirocinio il 10 maggio e alla data attuale non ho ancora percepito un centesimo! Stamattina ho chiamato la sede centrale dell’INPS, la quale mi ha comunicato che non ci sono e non ci saranno pagamenti a mio carico per tutta questa settimana e che i ritardi nei pagamenti non sono causa dell’INPS ma della Regione, o meglio sono dovuti alla data in cui la Regione ha autorizzato i pagamenti”.
Le lamentele non si esauriscono qui, molti ragazzi, stremati dai mille problemi e non ricevendo chiarimenti da parte degli ufficio preposti, hanno deciso di abbandonare il progetto. “Lavoriamo tanto e non vediamo l’ombra di un centesimo. Cinquecento euro non sono tanti, ma basterebbero a coprire diverse spese. Non siamo schiavi, vogliamo solo trovare un lavoro e vivere dignitosamente“.
Parole amare, delusioni e sconforto. Da una parte gli enti convenzionati che “sfruttano” la possibilità di avere manodopera gratis, dall’altra i giovani “sfruttati” che cercano una via di luce, un presente su cui gettare le basi per un futuro migliore.
Un flop senza precedenti.
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