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Le tradizionali cabine telefoniche inglesi si trasformano in defibrillatori pubblici

Ormai le vecchie cabine telefoniche inglesi vengono utilizzate per fornire ai cittadini nuovi servizi. Ultimamente alcune di esse sono state trasformate in defibrillatori pubblici.

Tutti noi associamo la classica cabina del telefono rossa a Londra e probabilmente non c’è turista che non si è fatto fotografare a fianco ad essa o che non abbia portato a casa una cartolina che la ritrae. Il progetto fu proposto dall’architetto Giles Gilbert Scott mentre il colore rosso fu scelto dal Post Office poiché il rosso avrebbe fatto notare la cabina anche da lontano. Inizialmente ne furono installate 1500 in quanto troppo costose, ma successivamente si optò per materiali che riducessero i costi favorendone la diffusione. Purtroppo la tecnologia e l’utilizzo sempre maggiore di telefoni cellulari ha reso sempre più inutilizzate queste cabine così ammirate e invidiate. Sono diversi, infatti, i movimenti contrari all’eliminazione di uno dei simboli principali non solo di Londra ma di tutta l’Inghilterra, cercando di trovare nuove funzioni per esse.

Per esempio alcune di queste cabine sono state trasformate in un “book-crossing“, creando un luogo in cui lasciare e prendere libri. Recentemente, invece, la BT (gestore dei posti di telefono pubblici) si è accordata con la Community Heartbeat Trust (associazione che combatte le malattie cardiache in Gran Bretagna) per la trasformazione delle cabine in defibrillatori pubblici, cinque dei quali finanziati dalla stessa BT, mentre gli altri realizzati grazie a fondi locali o sponsor privati.

Ciascuno dei defibrillatori è ben protetto da una custodia gialla che può essere aperta solamente inserendo un codice rilasciato dal numero di emergenza 999 chiamato all’occorrenza. Una volta effettuata questa operazione di sblocco, il defibrillatore, tramite istruzioni vocali, spiegherà come farlo funzionare e come intervenire sulla persona, verificando se realmente si tratta di arresto cardiaco. La Comnunity Heartbeat Trust ha aderito alla proposta affermando che, in questo modo, si è riusciti a riutilizzare delle icone del loro paese, trasformandole in strumenti d’emergenza.

Un’idea, questa, molto innovativa poiché offrirà ai cittadini un nuovo servizio di pronto intervento pur tuttavia continuando a utilizzare una vecchia struttura.

Chiara Messina

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Chiara Messina

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