In seguito al ricorso presentato e vinto da due candidati, il Tar di Palermo ha proceduto a sospendere il concorso tenutosi in Sicilia nel 2012.

Quando si parla di concorsi, in Italia accade e può accadere di tutto. Soprattutto se si tratta di concorsi tenutisi da Roma in giù, ed in particolar modo se il luogo prescelto è la Sicilia.

Può succedere, ad esempio, di essere un laureato in farmacia e partecipare a due concorsi diversi, uno qui in Sicilia ed uno in Emilia Romagna, e piazzarsi, con titoli e requisiti identici, al 379° posto nel primo ed al 99° nel secondo, pur trovandoci all’interno dello stesso territorio nazionale.

È quello che è accaduto a due aspiranti possessori di farmacia, Miriam Melisenda e Antonino Tumminello. Il concorso incriminato è quello del 24 dicembre 2012, in seguito alle liberalizzazioni del governo Monti, liberalizzazioni che hanno modificato il quorum demografico, portandolo da una farmacia ogni 4 mila abitanti ad una ogni 3.300.

È stato dato, così,  il via libera all’apertura di 222 nuove farmacie solo nel territorio siciliano. Di queste 73 sedi a Palermo, 48 sedi nella provincia di Catania, 21 a Ragusa, 19 a Messina, 17 a Trapani e lo stesso numero a Siracusa, 16 ad Agrigento, 9 a Caltanissetta, ed infine 2 ad Enna.

1854 le domande presentate, ma, grazie alla possibilità di presentarsi in società, il numero effettivo di aspiranti possessori di farmacia era almeno il triplo. A febbraio di quest’anno sono state pubblicate le graduatorie, e a quest’ultime era già seguito un certo clamore, collegato ad i numerosi nomi noti di professori e figli d’arte fra i vincitori.

Ritrovatisi fuori dagli spazi utili, Melisenda e Tumminello, alla luce dell’eclatante differenza di esiti fra i due concorsi sostenuti, hanno proceduto a presentare un ricorso. È stato grazie ad esso che il Tar di Palermo ha preso la decisione di sospendere ufficialmente il concorso, in quanto “non sono stati esaminati correttamente i criteri valutativi”.

Il ricorso non è stato il primo e, visto il risultato positivo, certamente non sarà l’ultimo, ma adesso che la bomba è esplosa, tutto sta al CGA (il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana), che potrebbe procedere ad accogliere la sentenza di primo grado. Se ciò avvenisse, per molti le conseguenze potrebbero essere gravose, in quanto ciò comporterebbe quasi sicuramente l’annullamento del concorso, con la necessità di ripetere tutto dal principio, con un’ulteriore dilatazione dei tempi, ma si spera anche con criteri un po’ più trasparenti e meritocratici.

Daniele Di Stefano

Pubblicato da
Daniele Di Stefano

Articoli recenti

Musica, ironia e performance a Villa Bellini: il concerto di TonyPitony è un successo

Fuori dagli schemi, stravagante, banale all'apparenza ma che nasconde dei messaggi ben precisi, il tutto…

31 Luglio 2026

Unict, pausa estiva 2026: le date di chiusura delle sedi e gli orari delle segreterie

Con l'arrivo della metà di agosto, anche l'Università degli Studi di Catania si prepara alla…

31 Luglio 2026

Crolla palazzina a Messina, individuata prima vittima sotto le macerie: proseguono le ricerche per gli altri 5 dispersi

Drammatico aggiornamento nelle operazioni di soccorso nel rione Pistunina a Messina, dove nella giornata di…

31 Luglio 2026

Esodo estivo, in Sicilia scatta l’allerta traffico: bollino nero per il 1° weekend di agosto

Entra nel vivo il grande esodo estivo con oltre 26 milioni di spostamenti previsti a…

31 Luglio 2026

Droga, armi e droni in carcere: arrestati 4 soggetti del clan “Cappello-Bonaccorsi” a Catania

Nel pomeriggio del 28 luglio, la Polizia di Stato di Catania, su disposizione della Procura…

31 Luglio 2026

L’App del Comune di Catania si arricchisce: arriva la nuova funzione “Com’è il mare oggi?”

L’App del Comune di Catania si arricchisce con la nuova sezione “Com’è il mare oggi?”,…

30 Luglio 2026