In Copertina Matematica e Informatica

Unict dedicherà aula a Katherine Johnson: la scienziata nel film “Il diritto di contare”

Il dipartimento di matematica e informatica dell'Università di Catania dedica l'aula studio a Katherine Johnson, scienziata afroamericana che lavorò per la Nasa nella segregazionista Virginia degli anni Sessanta.

Entro l’inizio del nuovo anno accademico 2021/22, il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università degli Studi di Catania (DMI) dedicherà l’aula studio alla scienziata afroamericana Katherine Johnson. Molti l’hanno conosciuta grazie al film di Theodore Melfi, “Il diritto di contare” (Hidden figures), che racconta di tre grandi donne afroamericane che, negli anni ’60, hanno vissuto in un’America ancora troppo razzista e sessista. Eppure hanno saputo combattere contro quella società di bianchi che le emarginava. La scienza, però, ha saputo, per prima, eliminare le differenze.

Chi è Katherine Johnson

katherine johnson

Creola Katherine Johnson (1918-2020) è stata una matematica, informatica e fisica statunitense che ha notevolmente contribuito allo sviluppo dell’aeronautica statunitense, e che ha partecipato a vari programmi spaziali della NASA. Venne molto apprezzata per l’accuratezza nel calcolo delle traiettorie delle orbite, paraboliche e iperboliche, delle finestre di lancio e dei percorsi di ritorno di emergenza per molti voli.

Nel film, una delle scene centrali la vede protagonista del momento in cui le viene concessa la parola di fronte a una platea di soli uomini bianchi, per esporre i suoi calcoli riguardo un atterraggio di emergenza dell’astronauta John Glenn. Tutti in sala, compreso lo stesso Glenn, erano rimasti impressionati e affascinati dalla professionalità e originalità dei suoi calcoli. Katherine Johnson ha lavorato per vari voli lunari, compreso il famoso programma Apollo e ha continuato pure per la missione su Marte.

Nel 2015 il presidente Barack Obama l’ha premiata con la Medaglia presidenziale della libertà, mentre il presidente Trump, nel 2019, le assegnò la Medaglia d’oro del Congresso. Nel 2016 il premio Silver Snoopy Award e un NASA Group Achievement Award. Quest’anno è stata inoltre inserita nella National Women’s Hall of Fame.

“Ciak…si scienza”: il film tra le aule universitarie

In occasione dell’imminente intitolazione dell’aula studio del Dipartimento di Matematica e Informatica alla scienziata Katharine Johnson, si sta svolgendo anche il progetto cinematografico universitario “Ciack… si scienza”: è iniziato a fine luglio, presso la Città della Scienza (via Simeto 23) e si protrarrà fino al 16 settembre; nella rassegna dei film in programma è stato inserito “Il diritto di contare”, con lo scopo di far conoscere la storia di colei a cui sarà dedicata l’aula studio.

In occasione della proiezione del film, che si è tenuta lo scorso 2 settembre, è stata anche organizzata anche un’esposizione intitolata “Forze della Natura: io e…” dedicata a 13 ricercatrici. Tra queste anche Katherine Johnson, insieme alle sue colleghe che hanno lasciato il segno nella ricerca scientifica.

Il film “Il diritto di contare”

Nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta, la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. Uffici, toilette, mense, sale d’attesa, bus sono rigorosamente separati e la NASA non fa eccezione. Tra i lavoratori anche tre donne afroamericane che, grazie alla loro grinta e intelligenza, sapranno brillare, combattendo contro le discriminazioni; parliamo delle scienziate: Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson.

Aule Unict dedicate ad altre donne

Il nome di altre donne risuona nei plessi dell’Università di Catania. Non solo scienziate ma anche studentesse del territorio come Stefania Noce, studentessa dell’ex facoltà di Lettere e Filosofia, assassinata dall’ex fidanzato nel 2011. A lei, nel 2014 fu dedicata l’aula A2 del monastero dei Benedettini. E ancora docenti, come Maria Luisa Carnazza, scomparsa prematuramente nel 2013, professoressa di Anatomia umana e prorettore dell’Università di Catania. Una docente che, nonostante la malattia, ha continuato con professionalità le lezioni fino a pochi giorni prima della scomparsa. A lei è stata intitolata un’aula della Torre biologica.

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