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Università, come funziona dal 1° settembre: green pass, mense e residenze

Università ai tempi Covid
A partire da settembre sarà possibile rientrare in università in presenza: tuttavia, potranno accedere solo coloro i quali sono in possesso di green pass.

Università e green pass obbligatorio: Settembre è ormai alle porte, e se come ogni anno molti studenti universitari sono già tornati sui libri per prepararsi alla sessione autunnale, per questo rientro ci sarà una novità. Infatti, già a partire da fine luglio si è parlato di green pass obbligatorio per l’accesso ai locali universitari, ipotesi che è stata confermata dal decreto rilasciato.

Questa misura, rispetto all’anno scorso che ha visto un andamento decisamente più incerto, dovrebbe assicurare il rientro alla didattica classica, vale a dire in presenza, con maggiore sicurezza. Tuttavia, in molti hanno ancora dubbi in merito: ecco cosa c’è da sapere a proposito di università e green pass obbligatorio.

Università e green pass obbligatorio: per chi

A partire da settembre, l’accesso all’università sarà consentito solo con green pass. Questa regola, a differenza della scuola dove l’obbligatorietà è scattata solo per il personale didattico e non, nel caso dell’università riguarderà da vicino sia i docenti e i dipendenti che gli studenti. Chiaramente, saranno escluse tutte le persone che per motivi di salute non possono sottoporsi alla profilassi vaccinale, previa presentazione di opportuno certificato medico.

All’università saranno quindi tutti coinvolti, ma ad essere diverse saranno le “sanzioni” in caso di assenza di green pass. Infatti, per il personale universitario, l’assenza per il mancato possesso di certificazione verde sarà considerata come ingiustificata e, dopo cinque giorni di assenza, scatterà la sospensione e la mancata retribuzione.

Università e regole anti-contagio

La misura del green pass obbligatorio dovrebbe essere valida fino al 31 dicembre, quando dovrebbe scadere anche lo stato di emergenza. Tuttavia, considerando la continua evoluzione della situazione pandemica, non ci sono delle certezze concrete in merito. Per questo motivo, i controlli e la vigilanza continuerà ad essere presente, a cominciare dalle verifiche sul possesso del green pass, le quali saranno effettuate sul personale e docenti e a campione, sugli studenti.

Inoltre, resta fondamentale continuare ad osservare le misure di protezione e anti-contagio come il controllo della temperatura, l’uso delle mascherine e il mantenimento del distanziamento sociale. Se la classe prevede la presenza di studenti che hanno tutti completato il ciclo vaccinale o siano guariti dal Covid, sarà prevista la deroga all’uso delle mascherine.

Università e green pass obbligatorio: mense, residenze e autonomia

Tuttavia, a differenza della scuola, la grande incognita dell’università è data dall’autonomia che questo settore e i rettori hanno in merito. Potrebbero quindi essere attuate delle regole differenti a seconda dell’ateneo, in merito alla gestione della prevenzione del contagio. Infatti, non sembra esserci una linea comune in merito alla dad, la didattica a distanza, che potrebbe proseguire in diversi atenei, anche in quanto strumento di inclusività per chi non può recarsi fisicamente o non ha il green pass.

Un altro punto per il quale si potrebbero verificare delle differenze tra le diverse università riguarda la gestione di mense e residenze universitarie. Sarà necessario il green pass per l’accesso o solo per il consumo al tavolo? Per quanto riguarda l’Università di Catania, l’ERSU ha già rilasciato un avviso ad inizio agosto, allineandosi con il decreto e specificando la necessità del green pass per l’accesso alle mense universitarie.

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