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TEDxCataniaWomen: “Se l’idea è importante, rinunciare significa perdere” 

Prima edizione del TEDxWomen a Catania: sul palco 8 nomi che, dalla musica alla letteratura, dalla scienza all'imprenditoria, dall'arte all'archeologia, hanno raccontato storie di donne.

Si è conclusa la prima edizione del TEDxCataniaWomen. Svoltosi presso l’Auditorium “G. De Carlo” del Monastero dei Benedettini, l’evento si colloca sulla scia di molti altri che – a partire dalla conferenza TED in California dal 5 al 6 dicembre – si stanno svolgendo contemporaneamente in centinaia di città tra il 5 e il 15 di questo mese. Il tema è “Bold+Brilliant” e punta i riflettori su storie e idee di donne, che hanno avuto il coraggio di osare: donne che si sono messe in gioco per sperimentare, battendo strade mai percorse da altri, o semplici portatrici di un messaggio forte e chiaro.

Anche Catania quest’anno ha deciso di scendere in campo con la prima edizione di TEDxCataniaWomen: “A noi piace metterci in gioco per la comunità locale spiega ai microfoni di LiveUnict Federica Giordano, organizzatrice dell’evento –, quindi l’idea di poter organizzare qualcosa che fosse aperto a studenti, a cittadini in generale e potesse collocarsi sulla scia dei tanti eventi che rendono questa città vivace dal punto culturale ci ha sempre allettato molto. Abbiamo iniziato 5 anni fa e una volta provata l’emozione non siamo più riusciti a farne a meno. Tra l’altro, abbiamo avuto una risposta ottima. Il territorio catanese può sembrare ostile, invece recepisce bene molti eventi, tra questi il TedX”.

Ad organizzare l’evento un team di 40 volontari, che da anni ormai lavora per creare nella città di Catania occasioni di incontro e di riflessione. L’avventura TEDx a Catania è iniziata, infatti, nel 2014 quando si è tenuto il primo TEDx di tipo universitario del Sud Italia, denominato TEDxSSC. Negli anni, si sono susseguiti 4 edizioni di TEDxSSC, organizzati dall’Associazione Alumni Scuola Superiore di Catania e l’Associazione Allievi Scuola Superiore di Catania motori di questi eventi, oggi partner istituzionali. La conferenza, nel 2019, si è infine trasformata in TEDxCatania, che ha contato più di 500 partecipanti, fino ad arrivare oggi al primo TEDxCataniaWomen.

Dalla musica alla letteratura, dalla scienza all’imprenditoria, dall’arte all’archeologia, sono stati 8 i nomi a salire sul palco per raccontare al pubblico la propria esperienza: Daniela Spalletta, cantante, compositrice, arrangiatrice e autrice – attraverso l’esempio di Billie Holiday – nel suo speech fatto di musica e parole, ha precisato come “Il maschilismo s’insinui ancora oggi nella mente delle donne”, in ambito musicale come in ogni altro; Maria Attanasio, poetessa, scrittrice e saggista, ha raccontato la storia di due donne dimenticate dalla storia, Francisca e Rosalia Montmasson: “Racconto queste storie non per raccontare il passato – ha dichiarato –. Ho raccontato il presente, ho raccontato di me stessa. Sono io Francisca, sono io Rosalia e tutte le donne che non hanno avuto voce.  Questo per me è il senso della scrittura. Scrittura della presenza”.

Sul palco è poi salita Laura Affer, astrofisica palermitana e responsabile del programma HADESm, una collaborazione italo-spagnola che scruta il cielo alla ricerca di pianeti extrasolari. “Quando ero all’università – racconta ai microfoni di LiveUnict – c’era qualche vecchio professore che considerava le donne più limitate rispetto agli uomini. Oggi nel campo dell’Astrofisica la presenza di donne è notevolmente aumentata: io per prima sono stata introdotta alla ricerca pura da una ricercatrice che poi è diventata Direttrice dell’Osservatorio di Palermo, che ritengo una delle migliori scienziate italiane. Spesso le donne sono più precise e ordinate, soprattutto nella ricerca”. Affer dà poi un consiglio alle giovani che vogliono cimentarsi in questo campo: “Quello che consiglio è, innanzitutto, di provare. Se si vuol fare una cosa, bisogna provare e riprovare. Se l’idea è importante, rinunciare significa aver perso subito”. 

A chiudere la prima sessione è stata Maria Arena, docente all’Accademia di Belle Arti di Catania e alla Scuola di Nuove tecnologie dell’arte di Brera Milano, che ha realizzato cortometraggi, documentari, videoclip, videoinstallazioni, spettacoli teatrali. “Gesù è morto per i peccati degli altri” (2014) è il suo primo lungometraggio. La regista ha raccontato il suo incontro con lo storico quartiere catanese di San Berillo a Catania: grazie all’Arte della Gioia di Goliarda Sapienza, è nato un progetto di rigenerazione urbana che oggi prende il nome di “Trame di Quartiere”. Con un riferimento a Olympe de Gouges, pioniera del femminismo francese e autrice de “La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” ma cancellata anch’essa dalla storia, sottolinea: “Diamo corpo all’invisibile quando ci apriamo all’ascolto di ciò che non conosciamo. Quando diamo loro una possibilità”.

Nella seconda sessione, si sono susseguiti poi Sarah Spampinato, creatrice del “Pop Up Market Sicily” e del “Sicily Fest”, che ha raccontato delle difficoltà ma soprattutto delle gioie di riuscire a ricreare una tipica festa di paese siciliana all’estero; Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, un regista e un’archeologa, che – attraverso documentario sull’antica Sicilia greca, “Tà gynaikeia. Cose di donne” – hanno dato voce alle donne del passato, rinchiuse e mute dentro le teche dei musei, e a quelle del presente in un continuo dialogo; Salvatore Di Gregorio, fotografo siciliano che, con il “Progetto Mirabella: Racconti di bellezza”, ha raccontato tramite la fotografia le storie delle donne del centro di accoglienza temporaneo di Mirabella Imbaccari;

Spazio, in chiusura, a Maria Carmela e Angelica Sciacca, libraie della Vicolo Stretto e della Legatoria Prampolini di Catania. Ormai famose in città, le due sorelle hanno raccontato la loro vicenda, con l’umiltà e la simpatia che le contraddistingue, e svelato il segreto del loro successo: “Non nasciamo come libraie, ma lo siamo diventate – spiega Maria Carmela a LiveUnict –. E questo credo sia stato un bene: il non esserlo di formazione ci ha fatto diventare creative. Dovevamo imparare e sperimentare. Gli ostacoli ci sono stati, ma abbiamo sbagliato da sole. Non c’è mai stata ostilità dall’esterno. La Sicilia è una delle regioni che legge meno in Italia: abbiamo pochi lettori che ci dividiamo in tanti. La cosa bella però è che i lettori frequentano le librerie, si affezionano a una, ma le frequentano tutte. In più, noi abbiamo una marcia diversa, forse dovuta proprio alla creatività”.

I libri, per le sorelle Sciacca, diventano infine un mezzo per contrastare l’odio: “Quando tu leggi un libro – spiega Angelica a LiveUnict – che ti racconta una storia dove all’interno c’è dell’odio, ti cominci a porre delle domande. Su te stesso, non sugli altri. Ti poni la domanda ‘Ma io sono così? Penso come il protagonista o l’antagonista della storia?’. Ti poni una domanda, rifletti su te stesso e poi rifletti anche sulla comunità, la famiglia, gli amici, il gruppo di lettura. I libri ti servono a scoprire il passato se non lo conosci, ma anche per evitare di fare passi falsi, magari quelli di un personaggio di cui hai letto anche dieci anni fa. Il libro è un compagno”.

Nel chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini, in occasione del TEDxCataniaWomen, è stata allestita infine la mostra “Illuminate. Donne catanesi nella storia”. Già esposta in precedenza, la mostra, a cura del Collettivo femminista Rivolta Pagina e del Centro Studi di Genere Genus, è stata aperta nuovamente ai visitatori durante la pausa caffè dell’evento. Come diverse speaker hanno sottolineato nel corso della conferenza, anche la mostra punta ad accendere i riflettori su tutte quelle donne cancellate dalla Storia: donne come Goliarda Sapienza, Andreana Sardo, Virdimura, Pia Nalli, Clelia Adele Gloria, Maria Grazia Cutuli, le partigiane, Felicia Filomena Cacia, Maria Rosa Statella.