Tecnologia e Social

Arrivano i robot per fare sesso: è davvero tutto lecito?

Aimee van Wynsberghe, insegnante  di etica e tecnologia all’Università di Delft nei Paesi Bassi e codirettrice della Fondazione per la Robotica Responsabile, ha rilasciato un’ intervista a Quartz sul tema del futuro della sessualità e dei rapporti con i robot. A luglio 2017, la professoressa ha pubblicato uno studio che rivela la situazione attuale nel campo della robotica ed i passi in avanti che la tecnologia ha compiuto per far diventare realtà ciò che da lungo tempo sembra essere una fantasia sessuale sempre più presente nella mente dell’uomo.

Da sempre, le bambole gonfiabili detengono il primato fra i sex toys più venduti ed oggi i tempi sembrano essere maturi per compiere un passo successivo: vere e proprie bambole robot  per donare piacere stanno per essere lanciate sul mercato. Questa notizia, ovviamente, dà luogo ad una serie di interrogativi e di polemiche non solo sull’utilizzo e l’utilità di questi cervelli elettronici, ma soprattutto sulla questione etica: l’oggettivizzazione del corpo della donna, la prostituzione, i benefici che derivano dall’utilizzo di questi droni per fare qualche esempio.  A queste ed altre domande ha cercato di fornire risposta la dottoressa Aimee.

Fra i sex robot più famosi che sono stati elaborati negli ultimi anni c’è Harmony, che sta per essere completata e rifinita nei minimi dettagli dal suo creatore, Matt Mc Mullen. Il drone sarà messo in vendita al prezzo di 15mila dollari. La particolarità di questo robot, espressamente voluta dal suo ideatore, è quella di essere un “cervellone” robotico ed avere particolari analogie con l’essere umano. La bambola infatti non si limiterà a sbattere le ciglia, sorridere, rispondere ai comandi dati dall’uomo e soddisfare il piacere meccanicamente, ma parlerà, elaborerà dati, imparerà a capire cosa procura piacere o meno, citerà persino poesie. Una vera e propria rivoluzione nel mondo dei robot, visti ancora oggi come delle macchine fredde ed incapaci di veri e propri  ragionamenti.

A tal proposito la professoressa Van Wynsberghe racconta: “Oggi online si possono comprare delle bambole molto sofisticate e sceglierne le caratteristiche. Ma si tratta comunque di qualcosa con cui non è possibile interagire. A breve, invece, saranno commercializzati dei veri e propri sex robot, che si muovono e con i quali si potrà parlare. Non si tratterà solo di immaginazione perché alcune cose potranno avvenire veramente. Ad esempio non ci sarà più bisogno di immaginare che la bambola stia parlando con te, perché lo farà realmente“. Sarà quindi considerato un oggetto di nicchia? “Lo sarà se verrà considerato un oggetto pornografico, utilizzato e dominato da questa industria. Molte persone potrebbero collegarlo ai concetti di sfruttamento e oggettivazione delle donne. Quando comunque uno strumento di questo tipo viene lanciato sul mercato è normale che ci sia un iniziale scetticismo a riguardo. E’ stato così anche per tutti gli altri sex toy”. Continua la professoressa: Per alcuni i sex robot potrebbero avere scopi terapeutici se utilizzati nel giusto modo. C’è chi sostiene che, insieme ad un adeguato sostegno psicologico, potrebbero aiutare la guarigione di coloro che hanno subito un trauma di natura sessuale o in casi di disfunzioni. Altri pensano che possiamo essere utili anche per i disabili e gli anziani”.

Ma i sex robot, in un futuro, potrebbero eliminare la prostituzione? “Sarebbe bello, ma per il momento non lo ritengo possibile. C’è anche chi spera in una riduzione del traffico di esseri umani e della pedofilia. Ma sono scettica al riguardo, anche perché è un fenomeno molto difficile da dimostrare. Servirebbero dei dati a dimostrazione di ciò e penso che sia molto difficile reperirli. Purtroppo credo che una bambola, seppur tecnologicamente evoluta, non sia in grado di soddisfare tutte le perversioni degli uomini“.