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Linea 504M per centro storico: servizio utile per studenti, ma manca ancora qualcosa

Da lunedì è attiva la corsa AMT che percorre il centro storico di Catania. Dopo aver fatto un giro a bordo del nuovo servizio, ecco le prime impressioni.

L’iniziativa fa parte di un progetto molto più grande, pensato dall’Amministrazione e dal sindaco Enzo Bianco, che spiega sulla sua pagina Facebook: “Dal prossimo lunedì 12 febbraio sarà attiva la nuova linea di autobus denominata 504M che servirà il Centro storico con partenze ogni dieci minuti dal parcheggio R1 di via Plebiscito 747. Con quest’iniziativa intendiamo contribuire a decongestionare il traffico e riqualificare la piazza Dante, una delle più belle della città, attraverso un primo sistema di Mobilità sostenibile e intermodale studiato per servire il Centro storico“.

Il servizio risulta particolarmente utile per i passeggeri della metro che scendono alla stazione di piazza Stesicoro. Infatti, basta percorrere la bellissima piazza e arrivare in via Etnea per trovare la fermata del 504M: insomma, bastano pochi passi e si possono raggiungere le vie del centro storico di Catania. Così, continua Enzo Bianco su Facebook: “La nuova linea di bus permetterà di raggiungere il Centro storico in maniera veloce e comoda dopo aver lasciato la propria vettura nel parcheggio R1 – Amt di via Plebiscito. Ma il bus potrà essere utilizzato anche autonomamente visto che compie un giro per tutto il centro, dalla via Androne alla via Vittorio Emanuele, passando per piazza Dante, piazza Duomo e via Etnea, raggiungendo anche la stazione Stesicoro della Metropolitana“.

Un nuovo itinerario che avvantaggia soprattutto gli studenti del Dipartimento di Scienze umanistiche, di Scienze della Formazione e di Giurisprudenza, che utilizzano i trasporti pubblici. Inoltre sembra che, in vista dell’attivazione del servizio, siano stati presi diversi provvedimenti nei confronti dei parcheggiatori abusivi, che hanno invaso piazza Dante.  Già da settimane, la zona è stata sottoposta ad un rigido e attento controllo da parte della polizia municipale, che ha vietato il parcheggio delle macchine nelle piazzette che si trovano ai lati del Monastero dei Benedettini. Sono state anche elevate multe per chi ha fatto affidamento sui parcheggiatori abusivi, non tenendo conto delle strisce blu e del divieto di parcheggiare in quelle zone.

Ciò è chiaramente un’iniziativa che fa ben sperare gli studenti. Tuttavia, c’è ancora qualcosa che non va. Innanzitutto, la questione dei parcheggiatori abusivi: il progetto può essere un primo passo per risolvere questo fenomeno, ma non è stato comunque decisivo. A quanto pare, i parcheggiatori hanno strategie migliori in fatto di mobilità: basti pensare che dove la striscia blu non arriva, c’è sempre qualcuno che con maestria ed esperienza urla “Avanti, capo, iemu arreri. In altri termini, ci sono delle aree in cui le auto possono ancora sostare tranquillamente, come se fossero sotto la giurisdizione dei parcheggiatori abusivi.

Ma la domanda fondamentale è “Perché si preferiscono i parcheggiatori abusivi alle strisce blu?“. Nessuna giustificazione, sia chiaro, ma il prezzo del parcheggio non aiuta di certo gli studenti. Un’equilibrata riduzione del biglietto di sosta, in seguito a una convenzione, potrebbe sferrare un attacco davvero importante ai parcheggiatori di piazza Dante.

Si potrebbe, poi, affrontare anche la questione del “biglietto unico Metro-Amt“, come avviene nel caso della navetta Fce che, dalla stazione metro Milo, accompagna gli studenti alla Cittadella universitaria: il cosiddetto “Metro-Shuttle“. Un servizio che potrebbe davvero incentivare alla mobilità sostenibile e alla riduzione del traffico in città. Il biglietto unico sarebbe, agli occhi degli studenti e non, fruitori del servizio metro, estremamente conveniente, anche perché significherebbe  risparmiare 4€ tra metro (due corse) e Amt (altre due corse).

Il nuovo sistema di mobilità è già vantaggioso, anche perché la corsa Amt per il centro era un servizio che effettivamente mancava alla città. Ma il piano, in alcuni punti, sembra non essere solido, dando spazio a incertezze che potrebbero vanificare questi primi passi verso una mobilità più sostenibile.