UNICT – Laureati Giurisprudenza: lavorano part-time e guadagnano 1000 euro mensili secondo Almalaurea

La piattaforma Almalaurea annualmente, rende disponibili i dati relativi alla condizione dei neo-laureati, soprattutto in termini di occupazione, per ogni singolo dipartimento delle università italiane. Ecco qualche informazione sui laureati dell’anno 2016 presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania.
Nel 2016, 182 studenti del dipartimento catanese hanno raggiunto la laurea e l’85,7% di questi ha partecipato al sondaggio. Le donne laureate sono circa il 66,5%, praticamente il doppio rispetto agli uomini (33%). I voti di laurea sono abbastanza soddisfacenti, con una media del 100/110; sempre in media, l’età di laurea si colloca a 26 anni; la maggior parte degli intervistati ha impiegato 6 anni per conquistare il titolo.

I laureati catanesi risultano particolarmente attivi nelle attività di formazione: il dato relativo alla partecipazione individuale ad una o più attività sfiora il 90%; se da una parte, la maggior parte di essi ha svolto tirocini o praticantati (81%), il 18 % ha invece optato per la collaborazione volontaria, percentuale di appena qualche decimo superiore rispetto ai laureati che hanno optato per la scuola di specializzazione. Nella parte intermedia della statistica, si collocano coloro i quali hanno optato per master di II livello o stage in azienda (6% in entrambi i casi); scarsa invece la percentuale (appena sopra lo 1%) dei laureati che hanno optato per master di I livello o altri corsi di formazione professionale.  Anche gli studenti che si sono avvalsi del dottorato di ricerca si collocano al di sopra dell’1%.

I dati più interessanti emergono dalla condizione occupazionale: fin troppo alto il dato dei laureati disoccupati (53%), in parte contrastato dal 37% dei laureati disoccupati ma che cercano lavoro. Sfiora appena il 10% la percentuale dei laureati che ha trovato impiego, pur tenendo conto che quasi il 50% dei laureati continua ad essere impegnato in attività legate all’ateneo, tra cui corsi di aggiornamento e praticantato. I dati confermano che sono più gli uomini che le donne a trovare lavoro post – laurea, sebbene l’83% tra uomini e donne graduati non ha mai svolto lavoro alcuno dopo la laurea. Complessivamente, il rapporto tra occupati e disoccupati in cerca di lavoro), con laurea in Giurisprudenza conseguita a Catania, supera il 42%.

Dei 156 studenti intervistati, appena 15 lavorano: di questi, il 53% ha lavorato solo dopo la laurea, il 40% invece continua a svolgere il lavoro svolto precedentemente al conseguimento del titolo. Per la tempistica, i laureati del 2016 hanno aspettato circa 1 mese per iniziare a cercare lavoro: nel complesso, essi hanno impiegato in media 4 mesi dalla laurea per trovare un’occupazione. 

La maggior parte degli studenti assunti lavora part-time (67%), mentre il 26% circa è assunto a tempo indeterminato. Principalmente, i neo laureati lavorano per conto di privati (67%), contro il 27% circa di coloro che hanno un impiego pubblico. Il settore principale risulta il terziario, che raccoglie l’87% di essi. Anche in questo caso, i giurisperiti laureatisi a Catania rimangono principalmente nell’Isola: solo il 6,7% di essi trova impiego all’estero, praticamente nessuno opta per il Nord – Est (Veneto e Friuli).

Quanto alle retribuzioni, i laureati analizzati guadagnano in media 940 euro mensile ma sono gli uomini a guadagnare di più, con una media di circa 1400 euro a fronte dei 580 femminili. All’unanimità gli intervistati dicono di aver migliorato le proprie competenze professionali dopo il titolo ma solo il 16,7% nota miglioramenti nel lavoro dovuti alla laurea. Nel 46,7 % dei casi, tuttavia, la formazione acquisita nel dipartimento catanese risulta poco adeguata rispetto a quanto richiesto, così come nel 40% dei casi gli occupati lavorano in posti nei quali  non è necessaria la laurea, di cui è discussa anche l’utilità (a seconda del contesto occupazionale).

Infine, gli ultimi dati disponibili ci informano che il 90% dei neo laureati non cerca lavoro causa studio, mentre il 40 % degli occupati opta per una migliore sistemazione. Il gradimento per la professione svolta si attesta a 7,5 punti su 10 mentre il 36% del campione ritiene tanto efficace, quanto inefficace la propria laurea in basse alla professione svolta.

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