UNICT – Studiare per passione o per lavoro? Gli studenti catanesi rispondono al sondaggio

La scelta del corso di laurea è considerata una delle più importanti della propria vita. Molti pensano che sia la tappa finale che segnerà inequivocabilmente, non solo la propria carriera, ma anche la persona che ci si sta preparando a diventare. LiveUniCT ha intervistato alcuni studenti dell’Università degli Studi di Catania sui motivi che li hanno spinti a scegliere un determinato percorso di studi. 

Preparazione dell’esame di maturità e stress per la scelta del corso di laurea da intraprendere. Sono queste i primi due ricordi che riaffiorano nella mente di molti studenti universitari, pensando al loro ultimo anno di superiori.  Per chiunque è stato difficile decretare la scelta del percorso universitario in cui cimentarsi e tutti si sono dovuti confrontare con un dubbio: seguire la passione oppure le statistiche occupazionali per settore disciplinare? È stata questa la domanda posta ad alcuni studenti di diversi Dipartimenti dell’Università degli Studi di Catania; le loro risposte forniscono il quadro delle motivazioni per le quali hanno optato per una strada piuttosto che per un’altra.

In generale, il comune denominatore sembra essere la “passione” per un determinato settore. “Ho fatto questa scelta per passione – spiega Alessia, che adesso sta proseguendo con un corso di studi magistrale – nessuno ti consiglia di iscriverti in Lettere. I miei professori del liceo cercavano di indirizzarmi verso gli studi giuridici. So che la strada che ho intrapreso non è facile”. Non solo gli studenti di Lettere, ma la gran parte di quelli che hanno scelto un corso di studi nel settore umanistico, sostengono che la loro decisione non li porterà ad ottenere subito un posto di lavoro stabile. Anche Michela, studentessa di Scienze della Formazione ricorre al termine passione, declinato questa volta, piuttosto che per descrivere l’interesse verso le discipline in sé per sé, quello nei confronti della professione per cui l’indirizzo di studi la sta preparando. “L’ho scelto non tanto per le materie, che comunque mi piacciono e sono interessanti… ma perché è un corso di laurea che mi permette di fare il lavoro che mi piace: la maestra”.  Chi ha scelto invece l’Accademia delle Belle Arti conferma di essersi basato sull’attrazione suscitata in loro dall’arte: “Ho scelto il corso di graphic design – chiarisce in maniera entusiastica Marcello, laureatosi da poco – per la mia passione per la tecnologia e per le possibilità creative che offre l’arte della comunicazione!”. Sulla stessa scia gli studenti di Lingue, spinti, come spiega Annalisa, dalla “passione per il viaggio e la scoperta di culture e tradizioni diverse” o in generale, dalla “passione per le lingue”, suggerita anche da Nadia.

Fin qui risulta chiaro che, alla fine di una riflessione più o meno combattuta, per gli studenti del settore artistico ed umanistico, la scelta del corso di laurea è stata dettata dalla passione. Più sorprendente potrebbe apparire il dato per chi invece ha scelto di dedicarsi allo studio delle “scienze dure”, sanitarie e all’ingegneria; ambiti che si posizionano in cima alla classifica diffusa da AlmaLaurea per il 2016 e riguardante il livello occupazionale per settori disciplinari, a 5 anni dalla laurea.

A dettare la scelta di Edward, studente magistrale in Ingegneria è stata: “la passione per la matematica e quella di dare un senso alla matematica studiata sui libri“. Stesso discorso vale per Noemi, studentessa di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, che commenta in questo modo: “Mi affascina come una piccola compressa o una qualsiasi altra forma farmaceutica possa avere un’azione così grande nell’organismo. In definitiva, ho scelto questo settore perché è un mondo affascinante per me al di là delle possibilità lavorative!“. 

Nell’ambito delle professioni sanitarie la scelta è dettata da valori etici che si reputano importanti per sé“Quello che mi ha spinta a scegliere questo corso di laurea – spiega Simona, che studia Scienze Infermieristiche è il desiderio di fare qualcosa che possa lenire in qualche modo le pene di coloro che si trovano in una situazione di malattia e non riescono a soddisfare i propri bisogni. Avendo fatto studi umanistici mi sembrava un mondo che mi permetteva da un lato di mettere l’uomo al centro e dall’altro di poter fare qualcosa di concreto per l’uomo stesso”. Quindi nessun calcolo basato sulla possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Del resto, il carico di studi all’università è così impegnativo, da non poter immaginare di riuscire a dedicarsi giorno e notte allo studio di materie che non ci appassionano.

Eppure, non manca chi ha inclinato le proprie passioni a favore del compromesso. Emanuele studia Economia e motiva la sua scelta in questo modo: “Ci sono molti sbocchi occupazionali sia come libero professionista che come dipendente”. La sua collega Federica approfondisce dichiarando di aver scelto questo corso di laurea “principalmente perché mi piace molto il settore lavorativo all’interno del quale mi permetterà di entrare, ma anche perché uscendo da un liceo umanistico avevo voglia di cimentarmi in qualcosa di totalmente nuovo per me. Mi piace mettermi alla prova, trovarmi di fronte a degli ostacoli e superarli con sacrificio”. Non solo gli studenti di Economia, ma anche quelli di Scienze e Tecniche Agrarie sembrano essersi trovati nella posizione più agevole, potendo conciliare gli studi già iniziati alle superiori con le passioni e la possibilità di inserirsi, come nota Candida, in “un settore che è in espansione dal punto di vista lavorativo”.

 

 

 

 

 

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