UNICT – Studente si laurea in Lettere con una tesi scritta interamente in latino Intervista a Gianluca Vindigni

Oggi alle lauree un candidato ha presentato una tesi scritta in latino e l’ha esposta in latino. Mi sono sentito felicemente precipitare all’indietro, ai tempi dell’università di Carducci e Rapisardi […], quando i saperi non stavano sul mercato, le università non erano ancora aziende e vi si celebravano la Bellezza, la Conoscenza, la Memoria.” Con queste parole il prof. Antonio Di Grado, ordinario di letteratura italiana presso il DISUM di Catania, ha reso omaggio pubblicamente, sul proprio profilo Facebook, allo studente Gianluca Vindigni, laureatosi il 6 Marzo scorso con una tesi interamente scritta (ed esposta alla commissione) in latino.

 

Gianluca, originario di Vittoria, città in cui risiede, ha 26 anni ed è iscritto al corso di laurea specialistica in Filologia Classica  presso il dipartimento di Scienze Umanistiche dell’ateneo catanese. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere Classiche, con grande stupore ed ammirazione da parte della commissione esaminatrice, che ha premiato il giovane con 5 punti su 5 per la propria tesi e una votazione complessiva di 106/110. “Sono ancora emozionato” – racconta Gianluca a LiveUniCT, chiaramente entusiasta per il proprio traguardo  – ” Ho impiegato due anni e mezzo in più del dovuto, a causa del greco. Non credo di aver perso tempo, anzi, l’ho impiegato per qualcosa che potesse servirmi e sono entusiasta degli sforzi fatti”. 

De C. Iulii Caesaris sermone commentatio critica” è il nome della tesi di Gianluca, scritta interamente in latino in un lungo travaglio durato per cinque/sei mesi. Un lavoro degno di nota e gratitudine, ma frutto di una longeva passione maturata tra i banchi di scuola: “Pur avendo frequentato il liceo scientifico, questa passione la devo al mio professore di latino, Daniele Liberto, che mi ha fatto innamorare della materia durante gli studi liceali; fin dagli ultimi anni di scuola, desideravo iscrivermi in lettere classiche, ma non avevo mai studiato il greco. Per questo motivo, dato che le lezioni private costavano troppo, ho deciso di studiarlo da autodidatta, svolgendo versioni ed esercizi grammaticali“. L’amore per i classici e, in modo particolare, per il latino, sono perdurati durante gli anni universitari. E, in vista della laurea, è nata l’idea di scrivere la tesi in latino: “Proposi l’idea al mio relatore, il prof. Vincenzo Ortoleva, il quale mi diede subito il proprio consenso” – spiega lo studente. “La mia tesi propone una personale analisi dell’usus scribendi di Cesare, non semplicemente con riferimento al lessico, bensì  focalizzata sull’impiego delle strutture grammaticali latine operato dall’autore; per fare questo lavoro, ho integrato le mie ricerche con alcuni appunti presi tra i banchi di scuola, che ho recuperato ed inserito appositamente nella tesi.

 

Un impegno faticoso e, probabilmente, anche unico nel suo genere. Ma Gianluca si affretta a chiarire: “Bisogna amare il latino, per fare un lavoro così; tuttavia, non sono l’unico ad aver fatto una tesi interamente in latino. Tempo fa ho avuto l’onore di conoscere il prof. Luigi Miraglia, direttore della prestigiosa accademia “Vivarium Novum” in cui il latino viene insegnato a persone di tutto il mondo attraverso la conversazione diretta. Parlando con lui, ho saputo che anch’egli aveva preparato una tesi tutta in latino e decisi di esporgli la mia idea; gli piacque molto, al punto tale da chiedermi una copia della mia tesi”. 

Ma è davvero così importante ancora oggi il latino, data la sua progressiva scomparsa nelle recenti riforme dei licei? Gianluca non esita a darci la propria opinione in merito: “Il latino è una chiave d’accesso per il patrimonio lessicale e culturale europeo. E per noi siciliani è fondamentale, poiché ci permette di capire ciò che noi spesso e volentieri pronunciamo inconsapevolmente in dialetto“. Quanto ad un eventuale ripristino nelle scuole, lo studente dichiara: “L’insegnamento del latino non va rimosso; analizzare una frase latina equivale a risolvere un’espressione matematica, conferisce una grandissima elasticità mentale“.

Lo studio è ormai parte integrante della vita di Gianluca; e la sua passione non è rimasta in incognito: il ragazzo infatti, collabora con la testata “L’Eco degli Iblei” per la quale, su richiesta del direttore, gestisce uno spazio dal titolo “Rubrica etymologica verborum siculorum”, nella quale vengono spiegati alcuni usi di forme verbali derivate dal greco e dal latino tutt’oggi di uso comune. In passato, Gianluca si è anche occupato di linguistica siciliana e, dall’età di 18 anni, impartisce lezioni private di latino per studenti di liceo e anche universitari. Ma come ogni studente, anche lui ha un sogno nel cassetto, che ci ha raccontato in esclusiva: Ho avuto l’idea di redigere un versionario di latino per i licei classici e scientifici, diviso in due tomi (biennio e triennio).  Si sta occupando della supervisione un docente di Modica, Michele Blandino, e ho da poco completato il tomo A. Sto lavorando al tomo B e spero di darlo edito nell’autunno del 2017″. 

Non ci resta che augurare, quindi, un grande in bocca al lupo a Gianluca per coltivare il proprio talento e la propria carriera.

 

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